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martedì 26 ottobre 2010

Michele Messeri : vittima delle sue donne o carnefice?






Chi ha ucciso Sarah Scazzi? E' quello che ci chiediamo da quando è stato ritrovato il corpo di Saah nel pozzo. Lo zio? La figlia Sabrina? Non sappiamo chi mente e chi dice la verità. Due le ipotesi: nella   prima se  fosse stato lo zio Michele il movente sarebbe a scopo sessuale quindi l'avrebbe uccisa in un momento di rabbia perchè Sarah potrebbe averlo minacciato di dire tutto ai familiari riguardo le molestie subite da parte dello zio. Nella seconda ipotesi se fosse stata Sabrina, il movente sarebbe per motivi di gelosia. Una gelosia morbosa nei confronti della cugina che stava sbocciando in tutta la sua bellezza e che quindi, inevitabilmente attirava le tenerezze e le attenzioni di tutti tra cui quella per Ivano, il ragazzo su cui aveva convogliato la sua passione ossessiva.
Se fosse veritiera la seconda ipotesi Michele Messeri sarebbe  vittima di Sabrina  e forse della moglie e non carnefice!
All'inizio della storia ha dichiarato di essere stato lui a strangolare la nipote a causa delle attenzioni  che aveva rivolto alla piccola Sarah, ma potrebbe essersi assunto le colpe a fin di bene, per un ennesimo sacrificio verso la famiglia e soprattutto per salvare sua  figlia Sabrina. Non dimentichiamo che tra la scomparsa di Sarah e il ritrovamento del suo corpo, sono intercorsi 43 giorni e  la famiglia Messeri avrebbe avuto tutto il tempo  per studiare a tavolino e accordarsi dettagliatamente sugli avvenimenti, oltre ad aver pulito accuratamente il luogo del delitto.
Si dice che Misseri non dormiva neanche nel letto con la moglie e che le tre donne di casa lo trattavano  malamente, si rivolgevano a lui sempre con arroganza e lui sfogava la sua frustrazione nel lavoro. Si alzava alle 3 del mattino e lavorava fino a sera tarda. Non è l'immagine di  una famiglia serena e unita, lui comandava meno di zero. Ha subito le angherie di tutti i familiari i quali avrebbero potuto mettergli  in bocca le parole da dire, avrebbero persino potuto imporgli di assumersi la responsabilità del delitto. Immaginiamo solo per un attimo  Michele Messeri alle prese con un cellulare? Ha detto di averlo tenuto nascosto in macchina per qualche giorno, di aver tolto la simcard, addirittura sono partite alcune telefonate dallo stesso.... No un uomo semplice non sarebbe arrivato a tanto, sono anni che provo a spiegare a mio padre come si usa un telefonino. Ci ho rinunciato. Di nuovo pongo a voi la domanda: VITTIMA O CARNEFICE ?

domenica 21 febbraio 2010

Ancora esistono i maltrattamenti della donna nella coppia?

Quello che voglio affrontare oggi è il solito discorso sugli abusi e il  maltrattamento della donna . "Solito". E' un argomento trito e ritrito ma ancora irrisolto e quindi attuale e vorrei  limitarmi a parlare nello specifico, del matrattamento della donna nella coppia.
Si pensa che il maltrattamento ancora sommerso e sottostimato, avvenga soprattutto nelle culture straniere, ma i dati dell'associazione CADM, riportano che i pù violenti sono gli uomini italiani di ogni età, razza e classe sociale. La società fino a ieri, considerava la famiglia  una struttura patriarcale, legittimando gli uomini ad avere il controllo del proprio partner.  In molti casi  l'alcool, le droghe ed i problemi psichici spesso sono la causa dell'aggravamento di varie  situazioni .
Spesso è la donna fragile a subire la violenza, la donna che ha scarsa stima di sé, che non riconosce di avere delle risorse e/o non le utilizzza nella maniera idonea, questa  svalorizzazione di sé a volte è anche l'effetto delle persone che hanno vissuto un clima familiare violento.
Ho sentito spesso uomini lamentarsi della propria compagna e dire:- Ha cominciato lei......E' lei che mi ha provocato! Non ha fatto quello che le avevo chiesto..!
Nessun comportamento o provocazione della donna, dico nessuno, può giustificare l'uso del maltrattamento  e della violenza e farla sentire responsabile e colpevole.
Comunque sia è importante che la violenza venga alla luce e sia affrontata con aiuti esterni. Gli studi a questo riguardo dimostrano che i bambini crescono in modo più sereno con un genitore equilibrato piuttosto che con due genitori in conflitto.
La  violenza si instaura in modo graduale attraverso litigi anche  banali, che... 
(continua)



lunedì 1 febbraio 2010

Le maestre dell'asilo Cip&Ciop

 
Vi ricordate queste due belle facce? Si, sono loro: Anna Laura Scudieri ed Elena Pesce, educatrici del nido Cip e Ciop.







 Vi ricordate queste due belle facce? Si, sono loro: Anna Laura Scudieri ed Elena Pesce, educatrici del nido Cip e Ciop. Le poverine hanno ammesso le loro responsabilità. La titolare dell'asilo Cip e Ciop e la sua collaboratrice arrestate il 2 dicembre scorso con l'accusa di maltrattamenti sui piccoli che frequentavano l'asilo. Il sostituto procuratore è andato nel carcere di Sollicciano a Firenze e le ha sentite per tutta la mattina. Pesce, assistita dal suo avvocato, ha chiarito le sue reali responsabilità, riconoscendole, ma ha cercato anche di fare capire al magistrato di non essere «un mostro», pur ammettendo gli errori. «È stato un contatto positivo - ha detto il difensore della Scuderi, l'avvocato Alessandro Mencarelli -. La mia assistita è consapevole di quello che ha fatto e molto provata». I due legali hanno chiesto al sostituto procuratore di potere visionare gli interi filmati registrati dagli investigatori. Secondo la difesa, infatti, si potrebbe ridimensionare la posizione delle due indagate. Il pm si è reso disponibile a mostrare i video nei prossimi giorni. Mi rivolgo all'avvocato A.Mencarelli: " Lei sig. avvocato manderebbe all'asilo delle due maestre i suoi figli per far si che anche loro abbiano contatti positivi?"