Pagine

Visualizzazione post con etichetta Fasi della vita. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Fasi della vita. Mostra tutti i post

mercoledì 15 dicembre 2010

IL CAMMINO PER CONOSCERE MEGLIO SE STESSI-Terza parte

In questa  terza parte  inizierete a scoprire che genere di bambino  siete stati . In un momento della giornata in cui sarete soli e rilassati, iniziate a richiamare alla mente i momenti della vostra infanzia . Di che umore eravate di solito? Ricordate i momenti in cui vi siete impuntati per ottenere qualcosa, vi siete sentiti tristi o abbandonati? Ricordate i vostri capricci, quando e come venivate  castigati? Come cercaviate di conquistare l'approvazione dei  genitori? Eravate un bambino felice? Pensate  ai momenti in cui vi siete arrabbiati? Quali erano le vostre  reazioni? Avevate delle paure? Che cosa vi spaventava?
Tutte le risposte a queste domande sono fondamentali  per riuscire a capire chi siete stati ma  più importante è ricordare gli atteggiamenti predominanti che hanno assunto i genitori nei vostri confronti.
Cercate di ricordare gli atteggiamenti, le emozioni e i sentimenti dei vostri genitori, a come agivano, a come trascorrevano il tempo libero, la pulizia, il sesso, l'amore.
Certo ci vorrà tempo per  ricordare, sarà un lavoro lungo e paziente.
Prendete carta e penna e iniziate  ad appuntare tutto ciò che ricordate, pian piano si delineerà il clima in cui siete cresciuti e che ha influenzato il vostro sviluppo emotivo e il vostro modo di pensare.
Ricercate nella quotidianità i tratti principali e /o predominanti che i  genitori adottavano con voi.  Erano indulgenti o severi? Uno lo era più dell'altro? Che cosa li faceva ridere o arrabbiare? Si preoccupavano della vostra salute? Quanto? Litigavano? Per che cosa? Come si comportavano con vostro fratello o sorella? Usavano atteggiamenti diversi con ognuno di voi? Di quali argomenti discutevate (religione, sesso, tabù, razzismo) e come la pensavano a riguardo? Tutte queste domande vi aiutano a ricordare l'atmosfera familiare in cui avete vissuto e che di conseguenza avete  assorbito. 
Ripeto, questi atteggiamenti sono consueti in tutti i genitori ma la qualità patogena o dannosa dipende dal modo eccessivo in cui sono stati applicati e che hanno contribuito alla formazione della vostra personalità:. 
  • PERFEZIONISMO
  • COERCIZIONE
  • REMISSIVITA'
  • ECCESSIVA INDULGENZA
  • IPOCONDRIA
  • ATTEGGIAMENTO PUNITIVO E SOPRAFFATTORIO
  • ABBANDONO
  • RIFIUTO
  • ENFASI SUL SESSO
Vai alla quarta parte
 Torna alla Pima parte

domenica 14 novembre 2010

Nata sotto il segno dello Scorpione......



 E' trascorso un anno e le date mi martellano in testa. 1° settembre........1° novembre......14 novembre..... 
Date da ricordare....date da dimenticare, date che hanno cambiato il corso della mia vita.Vorrei tanto tornare indietro nel tempo.  Non per gli anni che si sono accumulati sulle mie spalle, ma poter rivivere la mia vita, per poter riparare ai miei errori e a quelli che ho subito, con il senno di oggi, con la testa di oggi, con i sentimenti di oggi che compio 56 anni.
Oggi che vedo con chiarezza il tempo trascorso e so che cosa voglio. Spesso mi chiedo il perchè della mia esistenza.  Valeva la pena di vivere la mia vita? Eppure sono qui, con le mie incertezze, la mia amarezza, la mia solitudine dell'anima. Sono qui e faticosamente vivo, aggiungendo un giorno dopo l'altro i mattoni dei miei anni  per costruire la mia vita. Ho sempre combattuto e sono stanca. Vorrei riporre le armi ma non posso, devo ancora combattere perchè hanno bisogno di me, ma so con certezza che arriveranno ancora momenti bui. Mi chiedo con angoscia " Che ne sarà di me ?" "Sarò ancora in grado di lottare?" O finalmente avrò quel pezzettino di felicità che  darà ossigeno e colore alla mia vita?
Intanto vivo.....

venerdì 15 ottobre 2010

L’IMPORTANZA DELLA FIGURA PATERNA NELLO SVILUPPO EVOLUTIVO DEL BAMBINO (Terza e ultima parte)

Rapporto padre-figlia


L’assenza del padre  determinerà invece nella figlia una difficoltà nell’instaurare rapporti  affettivi.   Il padre concorre in diversi modi alla formazione della personalità della figlia; in primo luogo fornendo un’immagine di “differenza” che aiuta i l processo di  differenziazione dalla madre, fondamentale per potersi rapportare con persone dell’altro sesso.  Per questo, quando ci sono difficoltà nel rapporto  padre- figlia il problema che può derivare è di tipo relazionale e sarà proprio con gli uomini della sua vita che interferirà l’immagine interiorizzata del padre. Il passaggio della " fase  edipica" è molto delicato ed è proprio in questo periodo che il padre dovrebbe trovare il giusto equilibrio tra distanza e vicinanza. Nel primo caso si rischia di creare una certa difficoltà e timore n el rapportarsi con gli uomini, nel secondo caso l’eccessivo  coinvolgimento impedirebbe  di vivere la relazione con altri uomini in modo libero, in quanto l’immagine idealizzata del padre risulterà sempre vincente.   Sarà importante dunque l’apprezzamento nei confronta della  figlia senza peraltro concedere troppa intimità per evitare “fissazioni” sulla sua figura, orientando la libido della bambina sul mondo esterno.  La ragazzina deve avere sempre chiara la differenza tra femminile e maschile ed il padre dovrebbe aiutare la figlia a "staccarsi" da lui per aiutarla a conquistare l'autonomia ed a facilitare le future relazioni affettive e sessuali.  Di conseguenza sarà fondamentale la presenza della  figura materna che rappresenterà per la figlia un modello di riferimento onde evitare che  si  identifichi nel padre. Ciò causerebbe una situazione molto difficile  che minerebbe la sua struttura interna e la sua capacità di relazionarsi con l’altro sesso.

(Fine. Torna alla prima parte)


 

 

.

 

 

L'IMPORTANZA DELLA FIGURA PATERNA NELLO SVILUPPO EVOLUTIVO DEL BAMBINO (Seconda parte di tre)

Rapporto  padre-figlio

Molti uomini, anche se diventati  adulti, risentono dell’assenza della figura paterna che è venuta loro a mancare durante l’ infanzia e l’ adolescenza, vivono sempre la triste sensazione di un grande vuoto difficile da colmare.  L’assenza paterna ha loro  negato la capacità di diventare individui  indipendenti sottraendogli  gli strumenti necessari per affrontare la vita e la realtà esterna. La presenza paterna nel figlio maschio offre un modello diverso da quello protettivo  offerto dalla madre e solo la presa di coscienza di questi due modelli affettivi permette al bambino di crescere armonicamente. 

Erich Fromm psicologo e sociologo tedesco, sosteneva che l’amore del padre è diverso da quello della madre; infatti, mentre lei è chiamata ad offrire un amore “incondizionato”  che deve rassicurare il figlio dandogli la sensazione di essere accolto nella vita e dentro essa; il padre deve invece assicurare un amore “condizionato” che deve dare al figlio gli strumenti per conquistare ciò che vorrà nel mondo mettendo in atto comportamenti efficaci anche di fronte alle difficoltà che la vita preserva.                                                                                         

  Il figlio maschio dovrà  identificarsi con la figura paterna e per fare ciò, avrà bisogno di riconoscere in lui qualità e capacità che lo stimolino ad entrare nel mondo degli uomini. Tra padre e figlio sarà fondamentale lo stare insieme. E’ attraverso “gioco” che il padre contribuisce alla creazione di un rapporto stabile con il figlio, stimolando l’esplorazione e la capacità di affrontare e risolvere i problemi. Attraverso il suo modello il bambino impara a gestire le proprie emozioni e a procrastinare gli impulsi, impara le regole e la disciplina, acquisisce stabilità affettiva e sicurezza.  

Il padre è il modello fondamentale della propria identità sessuale.                            Quando un figlio vive una grande delusione o idealizzazione nei riguardi del padre,  possono sorgere dei veri e propri disturbi di personalità  Se il padre si manifesta  competitivo e aggressivo blocca la personalità del figlio impedendogli  di strutturarsi armonicamente. Di fronte ad un atteggiamento del genere il bambino non riesce ad integrare le emozioni violente che sente dentro di sé e vive un profondo stato d’ impotenza. Il figlio tenderà a compensare l’assenza  del padre  idealizzandolo in maniera spropositata. Ciò  creerà un’immagine non veritiera che potrà  causare  non pochi problemi. Concludendo nel figlio maschio in cui la figura paterna è stata assente, si riscontrerà una maggiore difficoltà nel costruire la propria identità e la propria            autoaffermazione.

(segue terza e ultima parte )


giovedì 14 ottobre 2010

L’IMPORTANZA DELLA FIGURA PATERNA NELLO SVILUPPO EVOLUTIVO DEL BAMBINO (Prima parte di tre)

 Nella formazione della personalità del bambino si è sempre data una primaria importanza al rapporto tra madre e figlio. Infatti  l’accoglimento del bimbo nel grembo materno e l’allattamento, collocano automaticamente il  padre in un ruolo secondario. Nella psicologia moderna invece, la figura paterna ricopre un ruolo fondamentale e altrettanto importante a quello materno.  Quando avviene la  fase di separazione della simbiosi con la madre, il bambino sposta la propria attenzione verso il mondo esterno rappresentato in primo luogo dal padre il quale, con amore e premura, lo aiuterà a superare questo distacco favorendo e completando la sua crescita il senso di sé e la propria  identità. Il bimbo  imparerà senza troppa paura ed insicurezza ad uscire dal suo mondo emozionale a due (se stesso -  mamma)  per intraprendere quello a tre (sé-mamma-papà).   Quanto  il bambino si renderà conto di far parte di un sistema emozionale a tre riuscirà nel migliore dei modi  a  sviluppare una psiche armoniosa e una buona capacità a relazionare.

(segue seconda parte)

 

giovedì 30 settembre 2010

Autunno



Ecco, è tornato l'autunno. La vita torna quella di sempre. Più frenetica e stressante di quella estiva. Si ripongono gli indumenti colorati e festosi e si fa posto agli abiti dai colori meno vivaci. Si ripulisce la casa e la si prepara per il lungo freddo: si ridistendono i tappeti caldi sui pavimenti, le lenzuola bianche o dai tenui colori sostituiscono quelle coloratissime ed estive, le coperte soffici e calde ricoprono il letto.
Il cambiamento non avviene solo nella casa ma anche dentro noi.
Soprattutto ora, all'inizio dell'autunno, si risente dei piccoli disturbi  stagionali, non ci sono più il sole ed il bel tempo che agiscono  beneficamente sul nostro organismo e sul nostro umore, spesso ci abbandoniamo  alla malinconia.
Ritorniamo ai nostri mille impegni: la casa, la famiglia,la spesa,  i figli, la scuola, il lavoro,....E il tempo libero dove è andato a finire? Si rimpiangono i momenti in cui  si andava al mare o a  fare lunghe passeggiate all'aperto tra spiagge,  parchi e sentieri di montagna, momenti in cui  il nostro corpo e la nostra pelle, ma soprattuttola nostra mente, traevano enormi benefici. Ora, se abbiamo  tempo, ci rinchiudiamo dentro una palestra per fare  un pò di movimento: riprendiamo i corsi di Pilates, Fitness, Spinning, Nuoto, Acquagym.... Iniziamo già a preparare il nostro corpo in funzione della prossima estate. Si, l'estate è il succo della nostra vita!

Anch'io dopo una lunga pausa,  riprendo a scrivere sul mio blog e voglio iniziare proprio con una poesia che parla dell'autunno, della solutidine e della malinconia.
L'autunno della nostra vita però, che saluta con rimpianto e nostalgia la giovane estate che non c'è più.
Si intravede comunque uno spiraglio positivo alla vita. Forse....

AUTUNNO
L'autunno è il momento 
della solitudine e dell'amore.
Morto nel sole dimenticato.
L'ora di restare soli nel proprio mondo
per dare risposte agli interrogativi
portati dall'estate.
L'ora di scrivere poesie incompiute
di cantare canzoni interrotte
prima che l'inverno le geli in eterno.
Tempo per finire e incominciare ancora
come sempre facciamo. Forse.........

anonimo

lunedì 24 maggio 2010

Poesia: A mia figlia


Il tempo ha rubato
dai tuoi occhi
la tenera dolcezza
di bambina.
Ha riempito di ombre
il tuo viso,
ora sconosciuto e misterioso.
Bugia e verità
sorrisi e lacrime,
fughe e ritorni
alla ricerca di te.
Non chiudere le porte del tuo mondo.
Lascia che il mio amore
illumini il  buio
delle tue incertezze.
Arriverà il domani.
Il cielo entrerà ancora
nei tuoi occhi
e sarà finita la ricerca di te.

giovedì 25 marzo 2010

Le fasi della vita: l'adolescenza



Vorrei affrontare l'argomento che riguarda il periodo più importante dello sviluppo della donna ma mi rendo conto dell'ampiezza dell'argomento ed è quindi un'impresa ardua. Nel mio piccolo ci proverò. Quante persone hanno detto:-Mai vorrei rivivere l'adolescenza ! Oppure:- Ho vissuto il periodo più difficile della mia vita.  E ancora:- Mi sentivo come il brutto anatroccolo!
Quanti genitori di figli adolescenti  sentiamo lamentarsi:-Mia figlia si trucca ma è troppo piccola, vuole uscire la sera con gli amici o andare in discoteca. Poveri genitori, che purtroppo si trovano a dover affrontare le prime problematiche sociali dei propri figli: alcool, droghe, bullismo...


mercoledì 17 febbraio 2010

Le fasi della vita: la menopausa


Il termine menopausa è generalmente utilizzato per indicare quel periodo che coincide con la permanente cessazione delle mestruazioni, conseguente all'esaurirsi della normale attività dei follicoli (strutture contenenti la cellula uovo) nelle o v a i e femminili.. Essa segue la fase di climaterio  che si riferisce ad un periodo che va da alcuni mesi ad alcuni anni. Il climaterio  è caratterizzato da notevole instabilità della qualità e quantità dei cicli mestruali ed è proprio in questo periodo che  iniziano a manifestarsi i vari disturbi tipici di questa fase della vita della donna