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lunedì 24 maggio 2010

La casa degli spiriti - Isabel Allende-





 La casa degli spiriti afferma la Allende come una delle più importanti scrittrici della letteratura sudamericana; il libro, secondo me uno dei più belli che ho letto è un miscuglio di realtà e fantasia, di esoterismo e razionalità; la prosaicità di alcuni tra i personaggi principali, come Esteban Trueba, non ha nulla a che vedere con la chiaroveggenza di sua moglie Clara, immersa in un mondo di figure luminose, di mutismi, di spiriti, di visioni. Clara emana una luce che va al di là dell'umana comprensione, e questa luce si estende anche fuori dalle pagine e unisce il mondo reale e la casa degli spiriti.
 Insieme a Blanca è lei il personaggio che resta più impresso, quasi come se si conoscesse davvero, lasciando che il velo compreso tra la narrazione e la realtà scompaia per far posto all’anima di questa donna dolce ed enigmatica nelle membra dei lettori…
La scrittrice descrive eventi  che corrispondono a fatti realmente accaduti nella storia, celandoli dietro una facciata di finzione: esiste uno sfondo geografico e storico  chiaro e preciso in cui  si sviluppano gli intrecci. Quindi possiamo identificare alcuni personaggi che nel romanzo sono rimasti innominati:  il Poeta e il Presidente, figure che ricordano rispettivamente Pablo Neruda e Salvador Allende.
Chi non ha avuto modo di vedere il film tratto da questo romanzo? E' stato trasmesso varie volte in tivù ed è interpretato da Jeremy Irons ( Esteban Trueba),  da Meryl Streep (Clara), da Winona Ryder (Alba) e da Antonio Banderas (Pedro ). Il film anche se molto apprezzato, ....>>>>>>>>>>

venerdì 30 aprile 2010

Alda Merini- Alcuni cenni sulla sua vita

Alda Merini nasce a Milano il 21 marzo del 1931 ed inizia a scrivere molto giovane.  Le sue prime liriche arrivano al critico letterario Giacinto Spagnoletti che  riconosce nei suoi versi oscuri interrogativi prorompenti, sinceri e originali.
 "Tutto questo forma una poetica che si distacca dal quadro della lirica attuale e le dà forse più vita, più coraggio; certo le concede quell'aria di giovinezza, anni di adolescenza: la stessa età dell'autrice di queste liriche". Nel ’47 frequenta la Milano letteraria dove incontra Giorgio Manganelli con il quale vive una tormentata storia d’amore. Ha appena sedici anni quando si affacciano i  primi sintomi della sua malattia mentale e viene internata per un mese a Villa Turro.

venerdì 16 aprile 2010

UN AMORE IMPOSSIBILE - Quinta e ultima parte

 Decidono di rivedersi una sera dopo cena. Vanno al Vecchio Faro che sovrasta le rocce e  il mare, scendono dall'auto, è buio pesto ma la  notte è serena e stellata, mentre la luna piena è leggermente sospesa sul mare. C'è un venticello leggero e caldo, lei chiude gli occhi e fà un lungo respiro per assaporarlo. Da dietro lui la stringe a sè e dolcemente le accarezza il volto le dice che non può fare a meno di lei e la bacia, un lungo bacio  interminabile...Dall'auto le note della canzone di Zucchero "Iruben me".
Lei le accarezza la schiena da sotto la t-shirt, è liscia la sua schiena e dolci  le sue labbra.
 Sono soli, immersi nell'oscurità schiarita solo dalla fievole luce biancastra della luna, sotto di loro il fragore delle onde sugli scogli. Lui le sbottona l'abito nero...i loro corpi nudi coperti  solo di luce bianca...si amano...e si amano ancora. Inizia la loro storia, telefonate brevi, incontri fugaci, alla villa, in aperta campagna dove il grano è già maturo, si amano anche in pieno giorno, gli occhi di lei dentro a  quelli suoi.  lei non ha mai avuto tante attenzioni da parte del suo uomo, eppure lui è così giovane, ha solo 23 anni. -Mio Dio non posso continuare, non posso pretendere nulla da lui, dovrei scappare, chiudere la nostra storia, ma non ne ho il coraggio. Non posso lasciare la mia famiglia, hanno ancora bisogno di me. Lo amo da impazzire e lui ama me, ma quale futuro ci aspetta? devo lasciarlo. Farlo per il suo bene. Cominciano a parlare del distacco, sembra impossibile che tanto amore debba essere buttato via. Il cuore si spacca in due, la loro storia rimarrà un dolce e tenero segreto per entrambi. 
Sono trascorsi degli anni, un pomeriggio s'incontrano, lui ora è diventato architetto ed ha  una donna giovane al suo fianco con cui probabilmente costruirà la sua vita. Lui la vede , vorrebbe avvicinarsi ma  Eleonora  abbassa lo sguardo e arrossisce. Il suo amore è davanti a lei, non può ignorarlo allora  si fà forza, alza lo sguardo e i suoi occhi si perdono in quelli di lui, accenna un sorriso e continua per la sua strada, sono le 15 , è tardi. Alla scuola materna  l'aspetta la piccola Giada : ha gli occhi verdi di  suo padre.
(Fine. Torna alla prima )

domenica 11 aprile 2010

UN AMORE IMPOSSIBILE - Quarta parte di cinque



 L'indomani torna alla villa, sale con l'auto dalla parte opposta fino all'ingresso principale. Entra attraverso una fessura semiaperta del cancello, riguarda le cose che ha visto una settimana prima: gli arbusti, il selciato, gli alberi secolari, il glicine....manca lei......lei non c'è....Gira attorno alla villa, vuole andare a sedersi sui gradini di pietra e guardare  il panorama, il cuore gli fà un tuffo nel petto...lei è lì seduta . E' bella. Il viso più sereno e leggermente abbronzato appoggiato sulle mani chiuse a pugno , una t-shirt verde militare con pantaloni dello stesso colore   ripresi alle caviglie. Le è mancata, Dio come le è mancata. Lei lo vede, gli sorride, i denti grandi e bianchi spiccano tra le labbra leggermente rosate, vorrebbe stringerla tra le braccia, ma non può, cosa penserebbe?
In casa è sempre sola  ed anche lei ha pensato a quel giovane con gli occhi teneri di giada, quegli occhi che la scrutavano dentro l'anima, quegli occhi che la mettevano a disagio e che le faceva rotolare il cuore. Avrà 25 forse 26 anni.
Ora se lo ritrova vicino ed è felice di rivederlo. Sono seduti vicini e parlano, parlano all'infinito. Raccontano del loro passato,delle gioie e delle amarezze, delle loro storie fallite, dei loro sogni, del futuro...
In poche ore sanno tutto l'uno dell'altra lui le dà in piccolo bacio sulle labbra dischiuse con il cuore in tumulto, lei acceta quel bacio con grande emozione e un pò di rimorso mentre il sole sta scendendo rosso arancio dietro le colline. S'incontrano altre volte nello stesso posto senza darsi appuntamento, come spinti da una forza che li porta entrambi a provare le stesse emozioni nello stesso momento, spinti dall'istinto e dal  cuore.
Lui si sveglia improvvisamente all'alba e pensa subito a lei, nello stesso istante lei nel suo letto si sveglia e sogna lui come se una forza telepatica li unisse. Sono stupiti. E' impossibile che succeda questo si dicono entrambi.
( segue quinta parte )

UN AMORE IMPOSSIBILE - Terza parte di cinque



La guarda con tenerezza e con un certo dispiacere, le offre una sigaretta. Lei accetta d'altronde sono anni che fuma, è ora di smettere ma no in un momento così, non ora. Lui le porge la mano, dice di chiamarsi Stefano e che studia architettura, è per questo che è interessato alla villa dei primi del '900, vuole assolutamente vederla Le prende una mano per aiutarla ad alzarsi:-Vieni, fammi compagnia ti prego. Lei lo guida per i rimanenti gradini ed entrano dal cancello secondario. A destra, sul dietro della villa, diverse terrazze semitonde  con sedili e colonne di pietra, che degradano per la pendenza della collinetta. Da lì gli occhi godono dello spettacolo, i polmoni si riempiono di aria pura. L'ingresso della villa è dalla parte opposta. Un enorme portone verde arcato e sopra un balconcino in ferro battuto. Ogni volta che lo vede immagina  una fanciulla affacciata e vestita di bianco che parla con il suo Romeo. Dal basso, addossata al muro scrostato,  sale ua enorme pianta di glicine con il fusto vecchio, rugoso e attorcigliato come la sua vita, ma la pianta si arrampica fino al balcone e forma un cuscino di foglie verdi e di  grappoli lilla  dal delicato profumo. Lei però non ha voglia di arrampicarsi e fiorire, non lo vuole più. Dietro di loro un parco immenso di arbusti fioriti ed alti cipressi e pini marittimi, sfumature infinite di verde.Lei gli racconta la storia dei conti che hanno abitato la villa, lui ascolta in silenzio e la guarda intensamente negli occhi. Poi lei tace imbarazzata e con un filo di voce gli chiede: -Che c'è.....
Lui continua a guardarla gli piace quella donna, non è più una ragazzina avrà si e no una trentina d'anni, forse meno. Scatta delle foto dove può riprendere anche lei, non vuole lasciarla, vuole incontrarla di nuovo e le foto da vedere sono un'ottima scusa. Vorrebbe sapere tutto di lei, vede sulla sua mano sinistra il cerchietto d'oro, ma ora non può, l'ha vista piangere, ha visto il dolore attraverso i suoi occhi, non può. Possibile che si può essere attratti così da una persona appena conosciuta? Forse è solo compassione si dice, ma sa che non è così. Anche lei ora sta meglio, tutta la tensione si è scaricata prima col pianto e poi con l'incontro di questo ragazzo gradevole che la osserva con interesse. stanno comunque in silenzio mentre scendono le scale. Lui raggiunge la sua auto, vuole darle un passaggio ma lei vuole continuare a camminare, si salutano e non si dicono altro.
Trascorrono i giorni, il caldo anticipa l'estate di gran lunga, l'aria è pura, il cielo è di un turchese intenso come solo le giornate di maggio sanno regalare. Stefano non ha fatto che pensare a lei. Lei che piange, lei che sorride, lei con il sole alle spalle che le dipinge un'aura intorno alla figura. -Possibile che mi sia innamorato di lei? Eppure non ho provato mai niente di simile per le ragazze della mia età, lei è sicuramente più grande di me. Sono un pazzo....

( segue quarta parte )

UN AMORE IMPOSSIBILE - Seconda parte di cinque


La guarda con tenerezza e con un certo dispiacere, le offre una sigaretta. Lei accetta d'altronde sono anni che fuma, è ora di smettere ma no in un momento così, non ora. Lui le porge la mano, dice di chiamarsi Stefano e che studia architettura, è per questo che è interessato alla villa dei primi del '900, vuole assolutamente vederla Le prende una mano per aiutarla ad alzarsi:-Vieni, fammi compagnia ti prego. Lei lo guida per i rimanenti gradini ed entrano dal cancello secondario. A destra, sul dietro della villa, diverse terrazze semitonde  con sedili e colonne di pietra, che degradano per la pendenza della collinetta. Da lì gli occhi godono dello spettacolo, i polmoni si riempiono di aria pura. L'ingresso della villa è dalla parte opposta. Un enorme portone verde arcato e sopra un balconcino in ferro battuto. Ogni volta che lo vede immagina  una fanciulla affacciata e vestita di bianco che parla con il suo Romeo. Dal basso, addossata al muro scrostato,  sale ua enorme pianta di glicine con il fusto vecchio, rugoso e attorcigliato come la sua vita, ma la pianta si arrampica fino al balcone e forma un cuscino di foglie verdi e di  grappoli lilla  dal delicato profumo. Lei però non ha voglia di arrampicarsi e fiorire, non lo vuole più. Dietro di loro un parco immenso di arbusti fioriti ed alti cipressi e pini marittimi, sfumature infinite di verde.Lei gli racconta la storia dei conti che hanno abitato la villa, lui ascolta in silenzio e la guarda intensamente negli occhi. Poi lei tace imbarazzata e con un filo di voce gli chiede: -Che c'è.....Lui continua a guardarla gli piace quella donna, non è più una ragazzina avrà si e no una trentina d'anni, forse meno. Scatta delle foto dove può riprendere anche lei, non vuole lasciarla, vuole incontrarla di nuovo e le foto da vedere sono un'ottima scusa. Vorrebbe sapere tutto di lei, vede sulla sua mano sinistra il cerchietto d'oro, ma ora non può, l'ha vista piangere, ha visto il dolore attraverso i suoi occhi, non può. Possibile che si può essere attratti così da una persona appena conosciuta? Forse è solo compassione si dice, ma sa che non è così. 
( segue terza parte )

venerdì 9 aprile 2010

UN AMORE IMPOSSIBILE - Prima parte di cinque


  Eleonora, 36 anni,  una ragazza allegra, ottimista, sposata da anni con il ragazzo che aveva conosciuto alle medie. Lei sapeva che era  irascibile ma sperava sempre in un cambiamento , lo amava. Si accorge subito che la vita matrimoniale non era come quella immaginata , lui è un uomo prepotente con le idee antiquate, non accetta una moglie indipendente, la vuole in casa e lei accetta di fare la caslinga nonostante gli studi fatti ed una proposta allettante di lavoro. Hanno un figlio di 16 anni ed uno di 6. Cammina lentamente per la  stradina solitaria con le spalle ricurve, la mente avvolta dai pensieri.  Capelli lisci biondo rame che cadono sulle spalle e grossi occhiali neri coprono il suo volto ed il suo sguardo malinconico. Le lacrime scendono sulle sue guance: ha appena scoperto che suo marito la tradisce. Comincia a salire i 220 scalini fiancheggiati da alti cipressi che portano a Villa Bartoli sulla collina. Ogni tanto si ferma e  guarda indietro per vedere la sua città che diventa sempre più minuscola e poi ancora sù fino a riuscire a vedere il mare. Gode di quello spettacolo fin da quando era bambina. Si siede con la testa tra le mani e lascia sfogare il suo dolore e la sua amarezza: si era fidata di lui e lui l'aveva tradita ancora una volta. Ora ha scoperto tutto. I passi di qualcuno che sale  le vecchie scale coperte di erbacce, qualcuno che le chiede se si arriva alla villa diroccata. Una voce gradevole, si volta, è  un bel giovane con degli occhi meravigliosamente verdi.
( segue seconda parte)

domenica 31 gennaio 2010

Il cacciatore di aquiloni- K.Hosseini

Primo libro scritto da Khaled Hosseini che racconta una storia di amicizia attraverso trent’anni di storia afghana. 

 
La storia si svolge a KAbul,nell' Afghanistan prima schiacciato dalla morsa sovietica e poi dai talebani. Un tempo Kabul era una città in cui volavano gli aquiloni e i bambini davano loro la caccia. Si narra dell'amicizia di due ragazzini completamente diversi tra loro:l’uno pashtun, l’altro hazara; l’uno sunnita, l’altro sciita; l’uno padrone, l’altro servo;di padri e figli, di amicizia e tradimento, di rimorso, di fughe e di ritorni.
Amir, figlio di un ricco uomo d’affari, viveva con il padre Baba in quella che era considerata da tutti la più bella casa di Wazir Akbar Khan, un nuovo quartiere nella zona nord di Kabul. Anche Hassan viveva con il padre Ali, in una capanna di argilla,all’estremità meridionale del giardino della casa di Baba e Amir. Ma un giorno, sotto gli occhi dell’amico, qualcosa di terribile accadde ad Hassan. Amir commise una colpa terribile e l’armonia tra i due si infranse.
Poi però gli aquiloni non volarono più...


“Sono diventato la persona che sono oggi all’età di dodici anni, in una gelida giornata invernale del 1975. Ricordo il momento preciso: ero accovacciato dietro un muro di argilla mezzo diroccato e sbirciavo di nascosto nel vicolo lungo il torrente ghiacciato. E’ stato tanto tempo fa. Ma non è vero, come dicono molti, che si può seppellire il passato. Il passato si aggrappa con i suoi artigli al presente. Sono ventisei anni che sbircio di nascosto in quel vicolo deserto. Oggi me ne rendo conto.”
Questo è ciò che dice Amir adulto che vive da ormai vent’anni in America, dove è fuggito con il padre. E, quando una telefonata inaspettata lo raggiunge a San Francisco, comprende che deve partire e tornare a casa. Un viaggio di ritorno, un viaggio dentro di sé, un viaggio di espiazione, un viaggio di riscatto. I ricordi lo assalgono, e le sensazioni finora sopite, tornano ad attanagliarlo. Ad attenderlo non ci sono però solo i rimorsi e i fantasmi della sua coscienza; la sua casa e la sua patria sono distrutte, ormai abitata da relitti umani e di donne invisibili la cui bellezza non esiste più. Qui incrociare lo sguardo dei talebani, significa tortura e morte; qui regnano sgomento e terrore.
Steven Spielberg ha acquistato i diritti per trarne un film (Ora in onda su sky, canale 312)che descrive fedelemente (caso raro) questa storia toccante e coinvolgente che vale la pena di leggere e su cui riflettere.

giovedì 14 gennaio 2010

I pilastri della terra- Ken Follett

Le vicende si svolgono nell’Inghilterra del dodicesimo secolo al tempo della costruzione della cattedrale di Kingsbridge e sullo sfondo si intrecciano le vite dei personaggi.

I libri di Ken Follett sono la mia passione, ma questo secondo me è uno dei 
 più belli. Complesso, interminabile, ma nel contempo affascinante e coinvolgente, trovo che sia una lettura da non perdere.
Le vicende si svolgono nell’Inghilterra del dodicesimo secolo al tempo della costruzione della cattedrale di Kingsbridge e sullo sfondo di questo immane lavoro architettonico si intrecciano le vite dei personaggi.
Impossibile non amare Tom, instancabile costruttore, straziato dalla prematura morte della moglie e poi di nuovo innamorato; Ellen, selvatica e splendida, che privata di ogni cosa, non perde la sua enorme forza d’animo; il priore Philips, energico, combattivo e intelligente, dedito alla ricerca delle risorse per continuare la costruzione della cattedrale; e poi Jack e Aliena innamorati e ciascuno impegnato a vivere pienamente la propria vita.
Impossibile non provare risentimento od odiare William Hamleigh, figlio di un signorotto, crudele, ambizioso, privo di ogni scrupolo e senza alcun rispetto per la vita altrui; Waleran Bigod, arcivescovo viscido e spregevole, antagonista del priore Philip, alla ricerca della sua personale vendetta.
Personaggi buoni e personaggi cattivi che si incontrano e si scontrano così come bene e male si intrecciano nel crogiolo di avvenimenti che compongono la vita di intere generazioni.