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venerdì 5 novembre 2010

IL CAMMINO PER CONOSCERE MEGLIO SE STESSI - Prima parte -

"Questo libro si sforza di spiegare te a te stesso per renderti capace di vivere in modo più ricco, libero ed equilibrato con te e con gli altri......................La mia speranza è che tu riesca a ritrovarti in questo libro e, dopo esserti riconosciuto, tu possa cominciare a considerarti con un pò più di rispetto".
E' quello che scrive W.H.Missildine (neuropsichiatra  infantile statunitense) nella prefazione del suo meraviglioso libro: "Il bambino che sei stato".
Si parte dal presupposto che ognuno di noi è stato bambino e pertanto le esperienze vissute nell' infanzia determinano i nostri atteggiamenti di persone adulte. Il bambino che siamo stati non fà parte del passato, ma continua ad esistere  dentro di noi ed a condizionare i nostri comportamenti e le nostre emozioni. 
"Cosa è successo al bambino che sei stato? E' morto? E' stato buttato da qualche parte come i giocattoli vecchi, la cartella lo slittino? E' stato forse abbandonato, perso nel corso del tempo e alla fine dimenticato?"
Bisognerebbe imparare a ricordare chi siamo stati e l'ambiente in cui siamo vissuti, e come i nostri genitori hanno interagito con noi bambini. Ogni volta che ci troviamo difronte ad un  solo individuo, vuoi amico o compagno di vita o collega di lavoro, dobbiamo considerare che siamo quattro e non due, accanto a noi  ci sono i bambini che siamo stati. Nel libro sono descritte  vicende accadute ad  alcuni pazienti e riportate come esempio, storie che io tralascerò, mentre mi soffermerò in particolar modo sull'esasperazione di alcuni atteggiamenti patogeni e dannosi dei genitori e delle conseguenze che si ripercuotono sul bambino e sull'adulto che esso diventerà.
Ogni schema psicologico è descritto in maniera "pura" che nella realtà non esiste. Ogni atteggiamento non ci riguarderà totalmente ma potremmo ritrovarci in più profili e  non dimentichiamo che i nostri genitori sono esseri umani con le loro debolezze, portatori di atteggiamenti radicati nella loro cultura e del bambino che sono stati.
Vai alla Seconda parte

venerdì 22 ottobre 2010

Il caso "Sarah Scazzi" e la figura della madre Concetta


La notizia che Sarah Scazzi, la quindicenne di Avetrano, prima scomparsa e poi uccisa e abusata da morta, rimbalza sui rotocalchi da tempo. I media ogni giorno ne parlano in prima notizia, i talk show  formulano ipotesi, discutono sulle dinamiche dei fatti, sul movente... Ma nessuno sa con certezza quello che è successo realmente, solo Sarah sa  la verità . Anche il suo assassino o i suoi assassini  sanno ma  purtroppo  non ci diranno mai come si sono svolti realmente i fatti, forse perchè la verità non giustificaherebbe un omicidio semplicemente "bestiale" di una 15 enne.
Già dalla notizia della scomparsa di  Sarah del 26  agosto , avevo capito che era succeso qualcosa di veramente grave e che la ragazzina era stata uccisa a scopo sessuale come poi è stato confermato. Ma mai avrei pensato che l'atroce delitto si sarebbe consumato all'interno delle mura famigliari. Al ritrovamento del cellulare i sospetti sono andati allo zio ma la crudezza e l'efferatezza  hanno  superato di gran lunga l'idea che mi ero fatta.
 In tutta questa storia che spero si risolva, mi rimane impresso il volto di mamma Concetta. Una donna giudicata "dura" perchè non ha versato lacrime, come se le lacrime fossero la sola manifestazione di dolore. Quante ne ha versate Sabrina la cugina sospettata di concorso in omicidio?
Concetta, il volto pallido e scavato di chi ha trascorso notti insonni cariche di dubbi e di dolore, messo in risalto ancor più dai suoi rossi capelli. Una donna che ha vissuto una vita senza amore, a soli 3 anni è stata  allontanata dalla sua famiglia d'origine per essere affidata ad un'altra "mamma" e quindi privata dall'affetto dei suoi veri genitori. Una bambina che ha imparato presto a chiudersi in se stessa, a trattenere le sue emozioni senza per questo amare immensamente come ha amato i suoi figli, magari senza tante "smancerie" o coccole e tenerezze. Non le conosce, non gliele hanno insegnate ed è difficile per lei esternarle. Ho sentito dire che Sarah si lamentava di questa madre dura e che voleva farsi adottare dagli zii (forse l'hanno detto per allontanare i sospetti su di loro). Non ci credo! Sono cose che si dicono soprattutto da bambini e /o adolescenti. Anche mia figlia da piccola mi diceva che non voleva me come  mamma e che avrebbe desiderato quella della sua amichetta  Francesca. Poi un giorno,dopo essere stata dalla sua amica per tutto il giorno, torna a casa e abbracciandomi mi dice :- Mamma sei meglio tu, ti voglio bene.
Concetta, una donna forte e fragile allo stesso tempo, una donna sola senza um marito vicino e con il figlio lontano. Ora è rimasta davvero sola con il suo dramma dentro al cuore, con i suoi perchè, senza conoscere la verità. L'unico conforto per mamma Concetta, è la certezza nella continuazione dell'esistenza della persona  pertanto sa che Sarah non è morta e tornerà in vita attraverso la reincarnazione.
Ti sono vicina mamma Concetta e sono convinta che lo sono anche tante altre mamma che comprendono il tuo grande dolore.


venerdì 15 ottobre 2010

L’IMPORTANZA DELLA FIGURA PATERNA NELLO SVILUPPO EVOLUTIVO DEL BAMBINO (Terza e ultima parte)

Rapporto padre-figlia


L’assenza del padre  determinerà invece nella figlia una difficoltà nell’instaurare rapporti  affettivi.   Il padre concorre in diversi modi alla formazione della personalità della figlia; in primo luogo fornendo un’immagine di “differenza” che aiuta i l processo di  differenziazione dalla madre, fondamentale per potersi rapportare con persone dell’altro sesso.  Per questo, quando ci sono difficoltà nel rapporto  padre- figlia il problema che può derivare è di tipo relazionale e sarà proprio con gli uomini della sua vita che interferirà l’immagine interiorizzata del padre. Il passaggio della " fase  edipica" è molto delicato ed è proprio in questo periodo che il padre dovrebbe trovare il giusto equilibrio tra distanza e vicinanza. Nel primo caso si rischia di creare una certa difficoltà e timore n el rapportarsi con gli uomini, nel secondo caso l’eccessivo  coinvolgimento impedirebbe  di vivere la relazione con altri uomini in modo libero, in quanto l’immagine idealizzata del padre risulterà sempre vincente.   Sarà importante dunque l’apprezzamento nei confronta della  figlia senza peraltro concedere troppa intimità per evitare “fissazioni” sulla sua figura, orientando la libido della bambina sul mondo esterno.  La ragazzina deve avere sempre chiara la differenza tra femminile e maschile ed il padre dovrebbe aiutare la figlia a "staccarsi" da lui per aiutarla a conquistare l'autonomia ed a facilitare le future relazioni affettive e sessuali.  Di conseguenza sarà fondamentale la presenza della  figura materna che rappresenterà per la figlia un modello di riferimento onde evitare che  si  identifichi nel padre. Ciò causerebbe una situazione molto difficile  che minerebbe la sua struttura interna e la sua capacità di relazionarsi con l’altro sesso.

(Fine. Torna alla prima parte)


 

 

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giovedì 14 ottobre 2010

L’IMPORTANZA DELLA FIGURA PATERNA NELLO SVILUPPO EVOLUTIVO DEL BAMBINO (Prima parte di tre)

 Nella formazione della personalità del bambino si è sempre data una primaria importanza al rapporto tra madre e figlio. Infatti  l’accoglimento del bimbo nel grembo materno e l’allattamento, collocano automaticamente il  padre in un ruolo secondario. Nella psicologia moderna invece, la figura paterna ricopre un ruolo fondamentale e altrettanto importante a quello materno.  Quando avviene la  fase di separazione della simbiosi con la madre, il bambino sposta la propria attenzione verso il mondo esterno rappresentato in primo luogo dal padre il quale, con amore e premura, lo aiuterà a superare questo distacco favorendo e completando la sua crescita il senso di sé e la propria  identità. Il bimbo  imparerà senza troppa paura ed insicurezza ad uscire dal suo mondo emozionale a due (se stesso -  mamma)  per intraprendere quello a tre (sé-mamma-papà).   Quanto  il bambino si renderà conto di far parte di un sistema emozionale a tre riuscirà nel migliore dei modi  a  sviluppare una psiche armoniosa e una buona capacità a relazionare.

(segue seconda parte)

 

sabato 8 maggio 2010

venerdì 7 maggio 2010

Mamma

 Mamma
la prima parola
che sfiora le tue labbra,
il tuo mondo racchiuso in lei
Non chiedi nulla
lei sa che cosa vuoi
ancor prima di chiedere.
Mamma,
dolce tenera madre
che ascolta le tue pene
tende la sua mano calda
per consolare il tuo dolore
Mamma,
occhi lucenti di gioia
orgoglio per averti creata
occhi che ti accarezzano
prima di toccarti e stringerti al petto.
Mamma.
Niente di tutto questo
eppur c'è stato il tempo
in cui mi hai amata
ma non lo ricordo
è troppo lontano.
Mi sei mancata madre
 ho ancora bisogno di te,
del tuo calore.
Mamma,
so che mi hai amata a modo tuo
ma eri chiusa nel  guscio
della tua ostile vita
 sono cresciuta insicura e infelice
ora donna insoddisfatta
e assetata d'amore
Non hai dischiuso il tuo cuore
alle mie confidenze
Ti hanno insegnato così
e tu lo hai insegnato a me.
Ambra