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giovedì 30 settembre 2010

Autunno



Ecco, è tornato l'autunno. La vita torna quella di sempre. Più frenetica e stressante di quella estiva. Si ripongono gli indumenti colorati e festosi e si fa posto agli abiti dai colori meno vivaci. Si ripulisce la casa e la si prepara per il lungo freddo: si ridistendono i tappeti caldi sui pavimenti, le lenzuola bianche o dai tenui colori sostituiscono quelle coloratissime ed estive, le coperte soffici e calde ricoprono il letto.
Il cambiamento non avviene solo nella casa ma anche dentro noi.
Soprattutto ora, all'inizio dell'autunno, si risente dei piccoli disturbi  stagionali, non ci sono più il sole ed il bel tempo che agiscono  beneficamente sul nostro organismo e sul nostro umore, spesso ci abbandoniamo  alla malinconia.
Ritorniamo ai nostri mille impegni: la casa, la famiglia,la spesa,  i figli, la scuola, il lavoro,....E il tempo libero dove è andato a finire? Si rimpiangono i momenti in cui  si andava al mare o a  fare lunghe passeggiate all'aperto tra spiagge,  parchi e sentieri di montagna, momenti in cui  il nostro corpo e la nostra pelle, ma soprattuttola nostra mente, traevano enormi benefici. Ora, se abbiamo  tempo, ci rinchiudiamo dentro una palestra per fare  un pò di movimento: riprendiamo i corsi di Pilates, Fitness, Spinning, Nuoto, Acquagym.... Iniziamo già a preparare il nostro corpo in funzione della prossima estate. Si, l'estate è il succo della nostra vita!

Anch'io dopo una lunga pausa,  riprendo a scrivere sul mio blog e voglio iniziare proprio con una poesia che parla dell'autunno, della solutidine e della malinconia.
L'autunno della nostra vita però, che saluta con rimpianto e nostalgia la giovane estate che non c'è più.
Si intravede comunque uno spiraglio positivo alla vita. Forse....

AUTUNNO
L'autunno è il momento 
della solitudine e dell'amore.
Morto nel sole dimenticato.
L'ora di restare soli nel proprio mondo
per dare risposte agli interrogativi
portati dall'estate.
L'ora di scrivere poesie incompiute
di cantare canzoni interrotte
prima che l'inverno le geli in eterno.
Tempo per finire e incominciare ancora
come sempre facciamo. Forse.........

anonimo

mercoledì 21 luglio 2010

Divina




 Aerea e leggera
in punta di piedi
sfioro la tenera erba
e le cristalline acque.
Vestita di veli
respiro l'amore
e il cuore si riempie
di luce... di pace.
L'aria sfiora le bianche vesti,
accarezza la mia pelle,
s'insinua delicatamente
tra i miei capelli.
Voluttuosa mi sollevo
avvolta dal suo verde sguardo
e solleticata nella mia vanità
mi ergo su un piedistallo.
Così mi sento.
Amata come una Dea.
E languidamente
mi abbandono al mio essere,
alla mia femminilità.

martedì 13 luglio 2010

Poesia


 Sento il peso degli anni
 ieri  non succedeva.
Mi guardo allo specchio
 vedo la mia immagine:
non sono io.
Chi è quella donna
col viso  luminoso
La mia pelle
è ancora liscia e morbida
eppure gli occhi...
piccoli solchi...
ieri non c'erano.
Chi ha disegnato rughe sul mio volto
cosa c'è dietro quello sguardo cupo.
No, non voglio vedere
immondi animali
 strisciano dentro di me
si nutrono del mio sangue
 scavano...scavano
Fermatevi
non c'è più nulla
Lasciate liberi
almeno i miei pensieri

Ambra

sabato 12 giugno 2010

Poesia: Ti ho trovato

Sola a piedi nudi
camminavo
tra i rovi del bosco.
Avanzavo alla ricerca
di luce e di calore.
Immaginavo il sole
oltre le fronde
fitte degli alberi.
Sentivo freddo...
e dolore...
e paura....
Sola.... camminavo.
Ho trovato te
caldo sole d'inverno,
aria fresca d'estate
prato fiorito nel deserto.
Ho trovato te
e mi hai presa per mano,
e mi hai donato
il sole e l'aria pura.
Ho trovato te
che hai pitturato
 il mio buio di teneri colori
e mi hai regalato il sorriso. 

Ambra

lunedì 7 giugno 2010

Dedicato al mare....

Le più belle poesie sul mare che ho trovato sui blog....



DELFINI
(Merendero- da "Racconti oltre ")

Nel limpido del tuo blu
Mi sono tuffato come delfino
Sospeso tra miliardi di metri cubi d’acqua
Nella pace di un silenzio sacro
Dove le parole non servono
Dove le parole sono solo bolle d’aria vuote
Lasciate scoppiare nel caos di un cielo lontano
Vento più non mi ferisce
Né fuoco più mi brucia
E pioggia più non mi gela
Né sole più mi asseta
Al riparo dai capricci della vita
Voglio fluttuare qui senza peso
E non avere più la mia nostalgia
Del mio vecchio futuro
E non pensare più
Per ricominciare a ricominciare da zero…



IL MIO MARE
di Ignazio Amico ( da "Racconti oltre)
http://www.raccontioltre.it/3862/il-mio-mare/

Percorro con lo sguardo l’orizzonte,
dove il cielo col mare si confonde;
è tutto calmo e s’ode la risacca,
il ridere delle schiumose onde.

Vele lontane gonfie di vento
solcano l’acqua altere ed eleganti;
escono i pescatori e vanno al largo
su barchette leggere e beccheggianti.


 MARE
(Laerte-   da "Racconti oltre)
Grazie Sole di accarezzare la mia pelle, di donare energia a 
quest’uomo eternamente esausto.
Grazie Mare dei tuoi scenari, della tua salinità e del lasciarti ammirare
nella tua immensa solitudine.
Grazie per avermi dato la possibilità di cogliere, sulle tue sponde, 
l’innocenza di bimbi insieme alla dolcezza delle loro madri.
Di aver potuto ammirare lo splendore di alcuni corpi di donna,
concepiti in Paradiso e continuamente desiderati in quest’Inferno.
Grazie per avermi ridato, ancora una volta, la mia intera
consapevolezza di uomo, di marinaio e di pirata.
Grazie: Sole, Mare, Vento e Sabbia. Gabbiani e Aquiloni.
Grazie alle risate, larghe e vere, colte su questa riva, a questo fresco
alito di brezza, che ossigena i miei polmoni e rigenera la mia mente.


IL MARE 


Ieri ho visto il mare,
scuro, minaccioso, illuminato da uno spicchio di luna.
Ieri ho visto il mare
e fra i rumori della notte
ho udito il suo rumore richiamarmi,
rapire i miei pensieri come una sirena.
Io appoggiata alla ringhiera, ho gridato senza dire una parola,
e quest’urlo è rimasto soffocato senza eco, nel mio più profondo essere,
i miei occhi,
persi in quell’immensità angosciosa e affascinante,
sono rimasti fissi,
ed ero mare all’improvviso,
scura minacciosa, senza luce,
non avevo lacrime sul viso,
ma il sale del pianto mi bruciava il cuore,
ed il mio corpo si aggrappava alla ringhiera
quasi a sostenersi contro la tempesta,
bastava voltarsi per fuggire,
ma restavo ad ascoltare l’infrangersi del mare dentro me,
ed ogni onda era uno squarcio in più,
era un tormento,
ma restavo, rapita quasi persa,
cieca di terrore ma incapace,
viva ma come senza vita…
Qualcuno mi ha preso per la mano e mi ha portato via mentre morivo
ed io ho avuto appena il tempo di salutare il mare
e stringermi nel cuore il suo lamento.

venerdì 7 maggio 2010

Mamma

 Mamma
la prima parola
che sfiora le tue labbra,
il tuo mondo racchiuso in lei
Non chiedi nulla
lei sa che cosa vuoi
ancor prima di chiedere.
Mamma,
dolce tenera madre
che ascolta le tue pene
tende la sua mano calda
per consolare il tuo dolore
Mamma,
occhi lucenti di gioia
orgoglio per averti creata
occhi che ti accarezzano
prima di toccarti e stringerti al petto.
Mamma.
Niente di tutto questo
eppur c'è stato il tempo
in cui mi hai amata
ma non lo ricordo
è troppo lontano.
Mi sei mancata madre
 ho ancora bisogno di te,
del tuo calore.
Mamma,
so che mi hai amata a modo tuo
ma eri chiusa nel  guscio
della tua ostile vita
 sono cresciuta insicura e infelice
ora donna insoddisfatta
e assetata d'amore
Non hai dischiuso il tuo cuore
alle mie confidenze
Ti hanno insegnato così
e tu lo hai insegnato a me.
Ambra

Poesia


 Sono prigioniera sul mio trono
di agonizzanti rose notturne
dimenticate dai mille universi
che un giorno mi appartenevano.
Così le mie parole pietrificate concordano,
in un sussurro impercettibile,
che tutti quei colori
che un giorno mi appartenevano
adesso sono svaniti nel sole.
Dalla finestra smantellata rivedo
il mare ora a me estraneo
fatti di fluttui di amore morente
e onde di emozioni tumultuose
che mai più sentirò dentro di me
perchè la felicità...
le delizie
della morbida luce estiva
che un giorno mi appartenevano
adesso sono svanite nel sole.
Mentre scruto l'orizzonte contando
gli attimi che fuggono
le lacrime scandiscono le ore trascorse
e una colomba dalle ali spiegate
mi rammenta l'amore
lo specchio della mia anima
che un giorno mi apparteneva
mentre persino il sole
si è oscurato.

venerdì 30 aprile 2010

Alda Merini- Alcuni cenni sulla sua vita

Alda Merini nasce a Milano il 21 marzo del 1931 ed inizia a scrivere molto giovane.  Le sue prime liriche arrivano al critico letterario Giacinto Spagnoletti che  riconosce nei suoi versi oscuri interrogativi prorompenti, sinceri e originali.
 "Tutto questo forma una poetica che si distacca dal quadro della lirica attuale e le dà forse più vita, più coraggio; certo le concede quell'aria di giovinezza, anni di adolescenza: la stessa età dell'autrice di queste liriche". Nel ’47 frequenta la Milano letteraria dove incontra Giorgio Manganelli con il quale vive una tormentata storia d’amore. Ha appena sedici anni quando si affacciano i  primi sintomi della sua malattia mentale e viene internata per un mese a Villa Turro.

martedì 9 marzo 2010

Come uno scrigno...

Segreti....
quanti segreti
racchiusi nel cuore.
Piccoli grandi segreti
che nessuno sa.
La sera sola nel letto
apro gelosamente
il mio scrigno prezioso
e ad uno ad uno
tiro fuori i miei segreti.
Li spolvero....li accarezzo
....i miei tesori
teneri compagni
della mia solitudine.

Ambra

venerdì 26 febbraio 2010

Nostalgia

E' difficile percorrere la strada della vita,
a volte facile e cosparsa di fiori
altre volte irta e scoscesa.
Già dal primo vagito ti accorgi che essa è tortuosa.
Quanti sorrisi ti regala la vita!
Quanti momenti gioiosi  incontri sul tuo cammino.
Momenti in cui credi di volare per la felicità...



lunedì 18 gennaio 2010

Luna





Luna, immensa stasera
e lucente
sospesa sul mare.
Sazia e luminosa
Meravigliosa sera
meraviglioso il mondo
sotto di te...
Invitante luna
rubi i miei pensieri,
dove li porti?
Vorrei parlarti
prendimi per mano
portami con te.
Avvolgimi
con la tua bianca luce.
Voglio dirti cose che non sai,
voglio aprirti il mio cuore.
Ti regalerei il mio dolore
e le mie lacrime amare.
Vieni luna
siediti vicino a me
fammi compagnia
sono tanto sola.
Insieme parleremo
del domani
e dopo...forse...
camminerò...da sola.

Ambra

venerdì 15 gennaio 2010

Come un cristallo


Come un cristallo
assorbi la luce
e la rifletti intorno.
Bagliori, mille colori.
Prezioso il mio cuore
preziosa la mia gioia
...e breve.

E' caduto il mio cuore
di cristallo
mi è sfuggito di mano.
S'è rotto in mille pezzi.
Fragile, troppo fragile.

Raccolgo i frantumi
e li stringo tra le mani
...troppo forte.
Ora sanguinano le mie mani.
Non voglio più vedere la sua luce
non voglio più vedere i suoi colori.
Ho solo frantumi
e lacrime di dolore.

Ambra


mercoledì 13 gennaio 2010

L'amicizia



Non camminare davanti a me,
potrei non seguirti;
non camminare dietro di me,
non saprei dove condurti;
cammina al mio fianco
e saremo sempre amici.
Anonimo cinese.

Dove sei

Sentimento sublime è l'amicizia.
Come l'amore...più dell'amore...
Dà senza nulla chiedere.
Amicizia è ascoltare
chi ha bisogno di parlare.
Amicizia è silenzio carico d'amore
per chi ha bisogno di sognare.
Mi sento sola.
Ho bisogno di urlare!
Dov'è l'amico che mi può ascoltare?
Soffro.
Ho bisogno di piangere.
Dov'è l'amico che mi può confortare?
Voglio vivere.
Ho bisogno di ridere.
Dov'è l'amico che con me
le emozioni vuole dividere?

Ambra
Dolce amico dal sorriso candido e sincero, che gioia averti incontrato.
Sei un uomo eppure neanche un bimbo ha l'animo puro come il tuo.
Me lo dicono i tuoi occhi che, come uno specchio,lasciano intravedere la gioia e la tua serenità interiore solcata da turbinii di emozioni.
Amico, lo dicono le tue mani chi sei. Le tue mani che toccano senza malizia, che comunicano conforto e calore per esorcizzare le paure.
mai uomo mi ha toccata senza farmi arrosiire.
Eppure le tue mani non hanno fatto altro che consolarmi, hanno alleviato le pene che squassavano la mia anima.
Amico, lo dicono le tue parole chi sei, crude parole dolci che hanno fatto spalancare i miei occhi umidi di pianto, per riflettere.
Amico,anche tu sei fragile non lasciarti spezzare: non vuoi prendere nulla, vuoi solo dare.
Amico, vorrei che la vita fosse generosa con te, vorrei inventerti mondi incantati, ma... non posso fare nulla.
E se dovessi inventarmi un amico lo inventerei come te. Come sei.

Ambra

Dimmelo piano

Non nascondere
il segreto del tuo cuore,
amico mio!
Dillo a me, solo a me,
in confidenza.
Tu che sorridi così gentilmente,
dimmelo piano,
il mio cuore lo ascolterà,
non le mie orecchie.
La notte è profonda,
la casa silenziosa,
i nidi degli uccelli
tacciono nel sonno.
Rivelami tra le lacrime esitanti,
tra sorrisi tremanti,
tra dolore e dolce vergogna,
il segreto del tuo cuore.

Rabrindranath Tagore