Alda Merini nasce a Milano il 21 marzo del 1931 ed inizia a scrivere molto giovane. Le sue prime liriche arrivano al critico letterario Giacinto Spagnoletti che riconosce nei suoi versi oscuri interrogativi prorompenti, sinceri e originali.
"Tutto questo forma una poetica che si distacca dal quadro della lirica attuale e le dà forse più vita, più coraggio; certo le concede quell'aria di giovinezza, anni di adolescenza: la stessa età dell'autrice di queste liriche". Nel ’47 frequenta la Milano letteraria dove incontra Giorgio Manganelli con il quale vive una tormentata storia d’amore. Ha appena sedici anni quando si affacciano i primi sintomi della sua malattia mentale e viene internata per un mese a Villa Turro.
Abbiamo visto che i bambini, prima dei 3 anni, disegnano per il solo scopo di provare piacere nel movimento e per l'effetto visivo che produce. Usa i colori selvaggiamente, non riesce a dominare il tratto e disegna linee spezzate(spazzamento) o circolari. Questa viene chiamata fase dello scarabocchio. Successivamente quando sarà presente l'intenzionalità rappresentativa, darà un significato al suo scarabocchio il quale, con il passare del tempo, diverrà sempre più comprensibile....
Decidono di rivedersi una sera dopo cena. Vanno al Vecchio Faro che sovrasta le rocce e il mare, scendono dall'auto, è buio pesto ma la notte è serena e stellata, mentre la luna piena è leggermente sospesa sul mare. C'è un venticello leggero e caldo, lei chiude gli occhi e fà un lungo respiro per assaporarlo. Da dietro lui la stringe a sè e dolcemente le accarezza il volto le dice che non può fare a meno di lei e la bacia, un lungo bacio interminabile...Dall'auto le note della canzone di Zucchero "Iruben me".
Lei le accarezza la schiena da sotto la t-shirt, è liscia la sua schiena e dolci le sue labbra.
Sono soli, immersi nell'oscurità schiarita solo dalla fievole luce biancastra della luna, sotto di loro il fragore delle onde sugli scogli. Lui le sbottona l'abito nero...i loro corpi nudi coperti solo di luce bianca...si amano...e si amano ancora. Inizia la loro storia, telefonate brevi, incontri fugaci, alla villa, in aperta campagna dove il grano è già maturo, si amano anche in pieno giorno, gli occhi di lei dentro a quelli suoi. lei non ha mai avuto tante attenzioni da parte del suo uomo, eppure lui è così giovane, ha solo 23 anni. -Mio Dio non posso continuare, non posso pretendere nulla da lui, dovrei scappare, chiudere la nostra storia, ma non ne ho il coraggio. Non posso lasciare la mia famiglia, hanno ancora bisogno di me. Lo amo da impazzire e lui ama me, ma quale futuro ci aspetta? devo lasciarlo. Farlo per il suo bene. Cominciano a parlare del distacco, sembra impossibile che tanto amore debba essere buttato via. Il cuore si spacca in due, la loro storia rimarrà un dolce e tenero segreto per entrambi.
Sono trascorsi degli anni, un pomeriggio s'incontrano, lui ora è diventato architetto ed ha una donna giovane al suo fianco con cui probabilmente costruirà la sua vita. Lui la vede , vorrebbe avvicinarsi ma Eleonora abbassa lo sguardo e arrossisce. Il suo amore è davanti a lei, non può ignorarlo allora si fà forza, alza lo sguardo e i suoi occhi si perdono in quelli di lui, accenna un sorriso e continua per la sua strada, sono le 15 , è tardi. Alla scuola materna l'aspetta la piccola Giada : ha gli occhi verdi di suo padre. (Fine. Torna alla prima )
L'indomani torna alla villa, sale con l'auto dalla parte opposta fino all'ingresso principale. Entra attraverso una fessura semiaperta del cancello, riguarda le cose che ha visto una settimana prima: gli arbusti, il selciato, gli alberi secolari, il glicine....manca lei......lei non c'è....Gira attorno alla villa, vuole andare a sedersi sui gradini di pietra e guardare il panorama, il cuore gli fà un tuffo nel petto...lei è lì seduta . E' bella. Il viso più sereno e leggermente abbronzato appoggiato sulle mani chiuse a pugno , una t-shirt verde militare con pantaloni dello stesso colore ripresi alle caviglie. Le è mancata, Dio come le è mancata. Lei lo vede, gli sorride, i denti grandi e bianchi spiccano tra le labbra leggermente rosate, vorrebbe stringerla tra le braccia, ma non può, cosa penserebbe?
In casa è sempre sola ed anche lei ha pensato a quel giovane con gli occhi teneri di giada, quegli occhi che la scrutavano dentro l'anima, quegli occhi che la mettevano a disagio e che le faceva rotolare il cuore. Avrà 25 forse 26 anni.
Ora se lo ritrova vicino ed è felice di rivederlo. Sono seduti vicini e parlano, parlano all'infinito. Raccontano del loro passato,delle gioie e delle amarezze, delle loro storie fallite, dei loro sogni, del futuro...
In poche ore sanno tutto l'uno dell'altra lui le dà in piccolo bacio sulle labbra dischiuse con il cuore in tumulto, lei acceta quel bacio con grande emozione e un pò di rimorso mentre il sole sta scendendo rosso arancio dietro le colline. S'incontrano altre volte nello stesso posto senza darsi appuntamento, come spinti da una forza che li porta entrambi a provare le stesse emozioni nello stesso momento, spinti dall'istinto e dal cuore.
Lui si sveglia improvvisamente all'alba e pensa subito a lei, nello stesso istante lei nel suo letto si sveglia e sogna lui come se una forza telepatica li unisse. Sono stupiti. E' impossibile che succeda questo si dicono entrambi. ( segue quinta parte )
La guarda con tenerezza e con un certo dispiacere, le offre una sigaretta. Lei accetta d'altronde sono anni che fuma, è ora di smettere ma no in un momento così, non ora. Lui le porge la mano, dice di chiamarsi Stefano e che studia architettura, è per questo che è interessato alla villa dei primi del '900, vuole assolutamente vederla Le prende una mano per aiutarla ad alzarsi:-Vieni, fammi compagnia ti prego. Lei lo guida per i rimanenti gradini ed entrano dal cancello secondario. A destra, sul dietro della villa, diverse terrazze semitonde con sedili e colonne di pietra, che degradano per la pendenza della collinetta. Da lì gli occhi godono dello spettacolo, i polmoni si riempiono di aria pura. L'ingresso della villa è dalla parte opposta. Un enorme portone verde arcato e sopra un balconcino in ferro battuto. Ogni volta che lo vede immagina una fanciulla affacciata e vestita di bianco che parla con il suo Romeo. Dal basso, addossata al muro scrostato, sale ua enorme pianta di glicine con il fusto vecchio, rugoso e attorcigliato come la sua vita, ma la pianta si arrampica fino al balcone e forma un cuscino di foglie verdi e di grappoli lilla dal delicato profumo. Lei però non ha voglia di arrampicarsi e fiorire, non lo vuole più. Dietro di loro un parco immenso di arbusti fioriti ed alti cipressi e pini marittimi, sfumature infinite di verde.Lei gli racconta la storia dei conti che hanno abitato la villa, lui ascolta in silenzio e la guarda intensamente negli occhi. Poi lei tace imbarazzata e con un filo di voce gli chiede: -Che c'è.....
Lui continua a guardarla gli piace quella donna, non è più una ragazzina avrà si e no una trentina d'anni, forse meno. Scatta delle foto dove può riprendere anche lei, non vuole lasciarla, vuole incontrarla di nuovo e le foto da vedere sono un'ottima scusa. Vorrebbe sapere tutto di lei, vede sulla sua mano sinistra il cerchietto d'oro, ma ora non può, l'ha vista piangere, ha visto il dolore attraverso i suoi occhi, non può. Possibile che si può essere attratti così da una persona appena conosciuta? Forse è solo compassione si dice, ma sa che non è così. Anche lei ora sta meglio, tutta la tensione si è scaricata prima col pianto e poi con l'incontro di questo ragazzo gradevole che la osserva con interesse. stanno comunque in silenzio mentre scendono le scale. Lui raggiunge la sua auto, vuole darle un passaggio ma lei vuole continuare a camminare, si salutano e non si dicono altro.
Trascorrono i giorni, il caldo anticipa l'estate di gran lunga, l'aria è pura, il cielo è di un turchese intenso come solo le giornate di maggio sanno regalare. Stefano non ha fatto che pensare a lei. Lei che piange, lei che sorride, lei con il sole alle spalle che le dipinge un'aura intorno alla figura. -Possibile che mi sia innamorato di lei? Eppure non ho provato mai niente di simile per le ragazze della mia età, lei è sicuramente più grande di me. Sono un pazzo....
La guarda con tenerezza e con un certo dispiacere, le offre una sigaretta. Lei accetta d'altronde sono anni che fuma, è ora di smettere ma no in un momento così, non ora. Lui le porge la mano, dice di chiamarsi Stefano e che studia architettura, è per questo che è interessato alla villa dei primi del '900, vuole assolutamente vederla Le prende una mano per aiutarla ad alzarsi:-Vieni, fammi compagnia ti prego. Lei lo guida per i rimanenti gradini ed entrano dal cancello secondario. A destra, sul dietro della villa, diverse terrazze semitonde con sedili e colonne di pietra, che degradano per la pendenza della collinetta. Da lì gli occhi godono dello spettacolo, i polmoni si riempiono di aria pura. L'ingresso della villa è dalla parte opposta. Un enorme portone verde arcato e sopra un balconcino in ferro battuto. Ogni volta che lo vede immagina una fanciulla affacciata e vestita di bianco che parla con il suo Romeo. Dal basso, addossata al muro scrostato, sale ua enorme pianta di glicine con il fusto vecchio, rugoso e attorcigliato come la sua vita, ma la pianta si arrampica fino al balcone e forma un cuscino di foglie verdi e di grappoli lilla dal delicato profumo. Lei però non ha voglia di arrampicarsi e fiorire, non lo vuole più. Dietro di loro un parco immenso di arbusti fioriti ed alti cipressi e pini marittimi, sfumature infinite di verde.Lei gli racconta la storia dei conti che hanno abitato la villa, lui ascolta in silenzio e la guarda intensamente negli occhi. Poi lei tace imbarazzata e con un filo di voce gli chiede: -Che c'è.....Lui continua a guardarla gli piace quella donna, non è più una ragazzina avrà si e no una trentina d'anni, forse meno. Scatta delle foto dove può riprendere anche lei, non vuole lasciarla, vuole incontrarla di nuovo e le foto da vedere sono un'ottima scusa. Vorrebbe sapere tutto di lei, vede sulla sua mano sinistra il cerchietto d'oro, ma ora non può, l'ha vista piangere, ha visto il dolore attraverso i suoi occhi, non può. Possibile che si può essere attratti così da una persona appena conosciuta? Forse è solo compassione si dice, ma sa che non è così. ( segue terza parte )
Eleonora, 36 anni, una ragazza allegra, ottimista, sposata da anni con il ragazzo che aveva conosciuto alle medie. Lei sapeva che era irascibile ma sperava sempre in un cambiamento , lo amava. Si accorge subito che la vita matrimoniale non era come quella immaginata , lui è un uomo prepotente con le idee antiquate, non accetta una moglie indipendente, la vuole in casa e lei accetta di fare la caslinga nonostante gli studi fatti ed una proposta allettante di lavoro. Hanno un figlio di 16 anni ed uno di 6. Cammina lentamente per la stradina solitaria con le spalle ricurve, la mente avvolta dai pensieri. Capelli lisci biondo rame che cadono sulle spalle e grossi occhiali neri coprono il suo volto ed il suo sguardo malinconico. Le lacrime scendono sulle sue guance: ha appena scoperto che suo marito la tradisce. Comincia a salire i 220 scalini fiancheggiati da alti cipressi che portano a Villa Bartoli sulla collina. Ogni tanto si ferma e guarda indietro per vedere la sua città che diventa sempre più minuscola e poi ancora sù fino a riuscire a vedere il mare. Gode di quello spettacolo fin da quando era bambina. Si siede con la testa tra le mani e lascia sfogare il suo dolore e la sua amarezza: si era fidata di lui e lui l'aveva tradita ancora una volta. Ora ha scoperto tutto. I passi di qualcuno che sale le vecchie scale coperte di erbacce, qualcuno che le chiede se si arriva alla villa diroccata. Una voce gradevole, si volta, è un bel giovane con degli occhi meravigliosamente verdi. ( segue seconda parte)
Il 1 aprile mi è arrivata una mail da un amico: Antonello De Sanctis.
Antonello scrive da una vita testi di canzoni: da Padre davvero di Mia Martini ad Anima mia, da Due ragazzi nel sole a Tu mi rubi l’anima, da Laura non c’è a Lascia che io sia e via dicendo.
A breve vedrà la luce “Oltre l’orizzonte” il suo prossimo romanzo.
Pubblicato da una piccola editrice milanese il suo lavoro difficilmente avrà una promozione importante, pertanto chiedo a tutti i miei amici di divulgare il romanzo attraverso il passaparola.
In considerazione dei contenuti della storia, l'autore ha deciso di devolvere gran parte dei suoi proventi alla ricerca per il cancro.
Ho qui sotto riportato il contenuto della mail ricevuta:
“Oltre l’orizzonte”, il mio romanzo di cui ti avevo parlato, sarà in libreria dall’8 maggio in concomitanza con la Festa della Mamma.
Ti fornisco qualche notizia per reperirlo.
“Oltre l’orizzonte” di Antonello De Sanctis, edito dalla No Reply.........................................................................
Amore. Com'è facile dire ti amo. Vedi una foto: lei è bella e sensuale, lui è interessante e romantico.
Scrivono belle parole, poesie, frasi d'amore, se le scambiano. Ti sembra già di conoscere tutto dell'altro/a , nasce l'amore, un amore senza età, non sai chi è lui..non sai chi è lei...non conosci la sua persona, non sai che fà, se è sposato/a.
Conosci l'altro/a solo da una foto e dalle sue parole adulanti che da tanto tempo non sentivi dalla bocca del tuo lui o della tua lei, ma è l'immaginazione a creare l'amore, un amore ideale quello che hai sempre cercato e voluto. Un amore impossibile, spensierato, rubato, un amore che ti riempie l'anima e la mente.
Vorrei affrontare l'argomento che riguarda il periodo più importante dello sviluppo della donna ma mi rendo conto dell'ampiezza dell'argomento ed è quindi un'impresa ardua. Nel mio piccolo ci proverò. Quante persone hanno detto:-Mai vorrei rivivere l'adolescenza ! Oppure:- Ho vissuto il periodo più difficile della mia vita. E ancora:- Mi sentivo come il brutto anatroccolo!
Quanti genitori di figli adolescenti sentiamo lamentarsi:-Mia figlia si trucca ma è troppo piccola, vuole uscire la sera con gli amici o andare in discoteca. Poveri genitori, che purtroppo si trovano a dover affrontare le prime problematiche sociali dei propri figli: alcool, droghe, bullismo...
In questa terza parte parleremo dell'importanza e dell'interpretazione dell'albero nel disegno del bambino. Dobbiamo sapere che l'albero rappresenta il sé e si evolve con la maturità e l'età del bambino..
Se nel nostro immaginario pensiamo di suddividere l'albero in tre parti, avremo le radici che rappresentano l'affettività del bambino, ....
Ingredienti: 200 gr. di biscotti secchi (consigliati i rigoli)-100 gr. di burro- 200 gr. di ricotta- 200 gr di mascarpone- 3-4 cucchiai di zucchero- 1 uovo- marmellata ai frutti di bosco (è preferibile a pezzettoni, io uso la zuegg)
Procedimento: frullare i biscotti e aggiungere il burro fuso, versare in una pirofila (da 24 ca di diametro) ricoperta con carta da forno, pressano molto bene con le mani aperte (si ottiene una base di pochi mm).
Preparare una crema con il mascarpone, la ricotta, lo zucchero e l'uovo e versarla sulla base di biscotti e stenderla con un cucchiaio se necessario.
Infornare (forno caldo) a 160° per 30- 40 minuti. Si formerà ina crosticina appena dorata ( non preoccupatevi se si gonfierà, non è importante, si appiattirà una volta che la toglierete dal forno).
Fatela raffreddare e copritela con la marmellata ai frutti di bosco e ponete in frigo.
Vi assicuro che è un'alternativa alla crostata tradizionale, è facile da eseguire ed è deliziosa.
Ora cercheremo di interpretare i disegni dei bambini andando nello specifico .
Nella figura umana il bambino tende a rappresentare se stesso, pertanto una figura umana ben definita, colorata, accurata ed armonica è indice di un bambino che vive un buon rapporto con se stesso e con il mondo che lo circonda. Tutto ciò naturalmente è legato all'età, all'ambiente che lo circonda ed al proprio vissuto.
Ad esempio a 3 anni il bambino disegna “l'uomo girino”, cioè un tondo a cui vengono attaccate delle linee (da 2 a 4 ) che rappresentano gambe e braccia. Solo in seguito aggiungerà dei particolari, primi tra i quali le parti essenziali del viso(occhi-bocca), in seguito e gradualmente aggiungerà i dettagli. Solo dopo i 7 anni, la figura sarà abbastanza realistica, apparirà il profilo e la figura in movimento.
Secondo la teoria di Jung, è importante osservare il bambino mentre disegna e tenere in considerazione:
Segreti.... quanti segreti racchiusi nel cuore. Piccoli grandi segreti che nessuno sa. La sera sola nel letto apro gelosamente il mio scrigno prezioso e ad uno ad uno tiro fuori i miei segreti. Li spolvero....li accarezzo ....i miei tesori teneri compagni della mia solitudine.
La sindrome di Peter Pan è quella situazione psicologica in cui si trova una persona immatura, che si rifiuta o è incapace di crescere, di diventare adulta e di assumersi delle responsabilità.
Le persone che, durante l’infanzia, sono state poco amate, sviluppano crescendo un malessere e nell'età adulta avrà difficoltà a gestire i propri sentimenti e cercherà nella propria compagna l'amore materno. Questo nuovo sentimento però, può spaventarlo e angosciarlo e solo attraverso il sesso si sentono amate e sicure.
È un momento riassicurante, in cui l'uomo-bambino si lascia andare con il rischio di condurre una vita sessuale sproporzionata e/o incontrollabile. Altri possono diventare infedeli, nonostante una relazione soddisfacente, al solo scopo di sentirsi amate e stimate.
Ne “La favola di Peter Pan e la sindrome di Peter Pan “ di Costanza M.Rosaria, Peter Pan è i il bambino che si rifugia nell’isola che non c’è perchè ha paura di crescere e perchè il suo desiderio è quello di dare una “mamma” a tutti i bambini abbandonati.
Peter Pan è il simbolo dell’immaturità dell’adulto della sua superficialità,
della sua paura o incapacità ad assumersi le responsabilità verso sé e verso i propri figli, rinvia continuamente le scelte importanti, ed è indeciso sul proprio futuro. Ma queste sue insoddisfazioni e insicurezze, sono mascherate dalla disinvoltura o dal bisogno di difendere il proprio sé dai doveri esistenziali,senza riuscire ad intraprendere e conservare nel tempo, rapporti interpersonali autentici e soddisfacenti...
La festa della donna si festeggia l'8 marzo ed in questo giorno stuoli di donne si apprestano a festeggiare, a bere, a mangiare ad un prezzo eccessivo e partecipare a spogliarelli fatti da uomini muscolosi e depilati che portano in visibilio le donne.
Ho visto donne libidinose partecipare attivamente a spettacoli a dir poco osceni, donne alticce per l'alcool bevuto, che si prestavano a giochi erotici tra grida e urli d'incitamento.
Mi sono chiesta: è per questo che le donne hanno lottato e dato la vita ?
C'erano una volta tre capretti molto furbi. Uno era grande ed aveva una voce grossa e due grosse corna sulla fronte, il secondo era grosso la metà ed aveva la voce grossa la metà. il terzo era piccolo ed aveva una voce sottile.Erano stanchi di stare nello stesso posto e volevano andare in un altro pascolo dall'altra parte del ponte. Sotto il ponte abitava un gigante molto, molto cattivo, tutto verde con gli occhi grossi come piatti e il naso lungo e storto. Il capretto più grande dice ai fratelli di attraversare il ponte raccomandandosi di rispondere al gigante, nel caso avesse voluto mangiarli, che poco dopo sarebbe passato il fratello più grosso...
E' difficile percorrere la strada della vita, a volte facile e cosparsa di fiori altre volte irta e scoscesa. Già dal primo vagito ti accorgi che essa è tortuosa. Quanti sorrisi ti regala la vita! Quanti momenti gioiosi incontri sul tuo cammino. Momenti in cui credi di volare per la felicità...
Il disegno è un linguaggio non verbale che il bambino usa spontaneamente per comunicare con il mondo degli adulti. E' attraverso il disegno che l'adulto può verificare lo stato d'animo del bambino e la sua maturazione affettiva, sociale e intellettiva e se ben interpretato può diventare un mezzo terapeutico in quanto esso riflette il benessere o il malessere di cui il bambino vuole liberarsi.
Per non bloccare la sua creatività , non bisogna assolutamente intervenire sul disegno, correggerlo o criticarlo tanto meno interferire con suggerimenti, piuttosto è necessario incoraggiarlo e gratificarlo .
Non è solo attraverso un disegno che si riesce ad interpretare il suo stato interiore, ma occorre un insieme di lavori grafici per vedere se il bambino ha qualche problematica .
La ripetitività del disegno che si sussegue nel tempo, la prevalenza del colore nero (paura), l'assenza di alcune parti del corpo ( mani, viso, occhi), gli occhi senza pupilla (sempre se ripetitivi), sono segnali che dovrebbero essere approfonditi con persone competenti. (segue)
Quello che voglio affrontare oggi è il solito discorso sugli abusi e il maltrattamento della donna . "Solito". E' un argomento trito e ritrito ma ancora irrisolto e quindi attuale e vorrei limitarmi a parlare nello specifico, del matrattamento della donna nella coppia.
Si pensa che il maltrattamento ancora sommerso e sottostimato, avvenga soprattutto nelle culture straniere, ma i dati dell'associazione CADM, riportano che i pù violenti sono gli uomini italiani di ogni età, razza e classe sociale. La società fino a ieri, considerava la famiglia una struttura patriarcale, legittimando gli uomini ad avere il controllo del proprio partner. In molti casi l'alcool, le droghe ed i problemi psichici spesso sono la causa dell'aggravamento di varie situazioni .
Spesso è la donna fragile a subire la violenza, la donna che ha scarsa stima di sé, che non riconosce di avere delle risorse e/o non le utilizzza nella maniera idonea, questa svalorizzazione di sé a volte è anche l'effetto delle persone che hanno vissuto un clima familiare violento.
Ho sentito spesso uomini lamentarsi della propria compagna e dire:- Ha cominciato lei......E' lei che mi ha provocato! Non ha fatto quello che le avevo chiesto..!
Nessun comportamento o provocazione della donna, dico nessuno, può giustificare l'uso del maltrattamento e della violenza e farla sentire responsabile e colpevole.
Comunque sia è importante che la violenza venga alla luce e sia affrontata con aiuti esterni. Gli studi a questo riguardo dimostrano che i bambini crescono in modo più sereno con un genitore equilibrato piuttosto che con due genitori in conflitto.
La violenza si instaura in modo graduale attraverso litigi anche banali, che...
(continua)
Questo è il sonetto che Dante Alighieri dedica a Beatrice Portinari nella sua opera Vita Nova . Beatrice è la prima donna a lasciare una traccia indelebile nella nascente letteratura italiana Secondo la Vita Nova Beatrice fu vista da Dante per la prima volta quando aveva 9 anni e i due si conobbero quando lui aveva diciotto anni. Andata in sposa...........
Il termine menopausa è generalmente utilizzato per indicare quel periodo che coincide con la permanente cessazione delle mestruazioni, conseguente all'esaurirsi della normale attività dei follicoli (strutture contenenti la cellula uovo) nelle o v a i e femminili.. Essa segue la fase di climaterio che si riferisce ad un periodo che va da alcuni mesi ad alcuni anni. Il climaterio è caratterizzato da notevole instabilità della qualità e quantità dei cicli mestruali ed è proprio in questo periodo che iniziano a manifestarsi i vari disturbi tipici di questa fase della vita della donna
Ero ancora nel mio letto che dormivo. Ho sentito mio marito che mi accarezzava e mi baciava. Mi sussurrava tenere parole , abbiamo fatto l'amore. Poi mi sono stiracchiata e riassopita mentre lui si è alzato. Poco dopo è entreto in camera con un vassoio con il cappuccino ed una brioche alla marmellata come piace a me. Sul vassoio una rosa rossa a gambo lungo ed un pacchettino. Mi dice : per te amore , per tutta la pazienza e per tutto quello che fai per me e per i nostri figli. Meriti tutto il mio amore e il mio rispetto! Mi sveglio di soprassalto ero tutta sudata! Che sogno bellissimo avevo fatto!!! Sono scesa dal letto ancora acciaccata per la febbre. La casa in disordine, la polvere dappertutto, il profumo del caffè che si era fatto e bevuto. Non un fiore , non un pensiero, tantomeno un regalo. Anzi era arrabbiato perchè doveva aiutarmi a sbrigare alcune faccende domestiche e lui non aveva tempo per queste cose stupide da donna e poi se stavo male dovevo andare a letto senza rompere. Ha fatto gli auguri a tutti i suoi amici ma non a me, no, io per lui sono speciale dice e non ho bisogno dei suoi auguri, nè dei regali, tantomeno delle coccole. Allora a questo punto mi chiedo: sarò speciale o solo un pò troppo scema?
Ho una bellissima cagnolona di grossa stazza e a pelo lungo, dolce, testarda e un po' invadente. E' stata presa al canile che aveva pochi mesi da mia figlia (faceva volontariato) la quale dopo qualche anno andando a vivere in una casa più piccola, ce l'ha lasciata in “affido”.Ho tentato per anni di educarla e sulle piccole cose ci ero quasi riuscita ma mio marito purtroppo le permette tutto.Volevo che stesse fuori in giardino nella sua enorme cuccia (c'è anche il garage che è sempre aperto), ma lei no!?! Vuole stare in casa e mio marito, all'inizio contrario a tenere l'animale in casa, si è innamorato follemente di lei. Ora la cagnona con il pelo bagnato ( quando piove) e le sue grosse zampone inzuppate di fango entra ed esce dal salotto di casa, dorme sul divano di pelle nera( naturalmente il mio visto che nell'altro giace mio marito), raspa con le unghie sul parquet, sui tappeti, sui vetri e sulle persiane fatte riverniciare da poco per riparare ai suoi danni. Nonostante il mio divieto, mio marito ha messo le due ciotole (cibo e acqua) nel bel mezzo del salotto e lei in casa fa da padrona. Manca poco che si siede a tavola con noi....(continua)
Vi ricordate queste due belle facce? Si, sono loro: Anna Laura Scudieri ed Elena Pesce, educatrici del nido Cip e Ciop.
Vi ricordate queste due belle facce? Si, sono loro: Anna Laura Scudieri ed Elena Pesce, educatrici del nido Cip e Ciop. Le poverine hanno ammesso le loro responsabilità. La titolare dell'asilo Cip e Ciop e la sua collaboratrice arrestate il 2 dicembre scorso con l'accusa di maltrattamenti sui piccoli che frequentavano l'asilo. Il sostituto procuratore è andato nel carcere di Sollicciano a Firenze e le ha sentite per tutta la mattina. Pesce, assistita dal suo avvocato, ha chiarito le sue reali responsabilità, riconoscendole, ma ha cercato anche di fare capire al magistrato di non essere «un mostro», pur ammettendo gli errori. «È stato un contatto positivo - ha detto il difensore della Scuderi, l'avvocato Alessandro Mencarelli -. La mia assistita è consapevole di quello che ha fatto e molto provata». I due legali hanno chiesto al sostituto procuratore di potere visionare gli interi filmati registrati dagli investigatori. Secondo la difesa, infatti, si potrebbe ridimensionare la posizione delle due indagate. Il pm si è reso disponibile a mostrare i video nei prossimi giorni. Mi rivolgo all'avvocato A.Mencarelli: " Lei sig. avvocato manderebbe all'asilo delle due maestre i suoi figli per far si che anche loro abbiano contatti positivi?"
Primo libro scritto da Khaled Hosseini che racconta una storia di amicizia attraverso trent’anni di storia afghana.
La storia si svolge a KAbul,nell' Afghanistan prima schiacciato dalla morsa sovietica e poi dai talebani. Un tempo Kabul era una città in cui volavano gli aquiloni e i bambini davano loro la caccia. Si narra dell'amicizia di due ragazzini completamente diversi tra loro:l’uno pashtun, l’altro hazara; l’uno sunnita, l’altro sciita; l’uno padrone, l’altro servo;di padri e figli, di amicizia e tradimento, di rimorso, di fughe e di ritorni. Amir, figlio di un ricco uomo d’affari, viveva con il padre Baba in quella che era considerata da tutti la più bella casa di Wazir Akbar Khan, un nuovo quartiere nella zona nord di Kabul. Anche Hassan viveva con il padre Ali, in una capanna di argilla,all’estremità meridionale del giardino della casa di Baba e Amir. Ma un giorno, sotto gli occhi dell’amico, qualcosa di terribile accadde ad Hassan. Amir commise una colpa terribile e l’armonia tra i due si infranse. Poi però gli aquiloni non volarono più...
“Sono diventato la persona che sono oggi all’età di dodici anni, in una gelida giornata invernale del 1975. Ricordo il momento preciso: ero accovacciato dietro un muro di argilla mezzo diroccato e sbirciavo di nascosto nel vicolo lungo il torrente ghiacciato. E’ stato tanto tempo fa. Ma non è vero, come dicono molti, che si può seppellire il passato. Il passato si aggrappa con i suoi artigli al presente. Sono ventisei anni che sbircio di nascosto in quel vicolo deserto. Oggi me ne rendo conto.” Questo è ciò che dice Amir adulto che vive da ormai vent’anni in America, dove è fuggito con il padre. E, quando una telefonata inaspettata lo raggiunge a San Francisco, comprende che deve partire e tornare a casa. Un viaggio di ritorno, un viaggio dentro di sé, un viaggio di espiazione, un viaggio di riscatto. I ricordi lo assalgono, e le sensazioni finora sopite, tornano ad attanagliarlo. Ad attenderlo non ci sono però solo i rimorsi e i fantasmi della sua coscienza; la sua casa e la sua patria sono distrutte, ormai abitata da relitti umani e di donne invisibili la cui bellezza non esiste più. Qui incrociare lo sguardo dei talebani, significa tortura e morte; qui regnano sgomento e terrore. Steven Spielberg ha acquistato i diritti per trarne un film (Ora in onda su sky, canale 312)che descrive fedelemente (caso raro) questa storia toccante e coinvolgente che vale la pena di leggere e su cui riflettere.
Luna, immensa stasera
e lucente
sospesa sul mare.
Sazia e luminosa
Meravigliosa sera
meraviglioso il mondo
sotto di te...
Invitante luna
rubi i miei pensieri,
dove li porti?
Vorrei parlarti
prendimi per mano
portami con te.
Avvolgimi
con la tua bianca luce.
Voglio dirti cose che non sai,
voglio aprirti il mio cuore.
Ti regalerei il mio dolore
e le mie lacrime amare.
Vieni luna
siediti vicino a me
fammi compagnia
sono tanto sola.
Insieme parleremo
del domani
e dopo...forse...
camminerò...da sola.
assorbi la luce
e la rifletti intorno.
Bagliori, mille colori.
Prezioso il mio cuore
preziosa la mia gioia
...e breve.
E' caduto il mio cuore
di cristallo
mi è sfuggito di mano.
S'è rotto in mille pezzi.
Fragile, troppo fragile.
Raccolgo i frantumi
e li stringo tra le mani
...troppo forte.
Ora sanguinano le mie mani.
Non voglio più vedere la sua luce
non voglio più vedere i suoi colori.
Ho solo frantumi
e lacrime di dolore.
Le vicende si svolgono nell’Inghilterra del dodicesimo secolo al tempo della costruzione della cattedrale di Kingsbridge e sullo sfondo si intrecciano le vite dei personaggi.
I libri di Ken Follett sono la mia passione, ma questo secondo me è uno dei
più belli. Complesso, interminabile, ma nel contempo affascinante e coinvolgente, trovo che sia una lettura da non perdere. Le vicende si svolgono nell’Inghilterra del dodicesimo secolo al tempo della costruzione della cattedrale di Kingsbridge e sullo sfondo di questo immane lavoro architettonico si intrecciano le vite dei personaggi. Impossibile non amare Tom, instancabile costruttore, straziato dalla prematura morte della moglie e poi di nuovo innamorato; Ellen, selvatica e splendida, che privata di ogni cosa, non perde la sua enorme forza d’animo; il priore Philips, energico, combattivo e intelligente, dedito alla ricerca delle risorse per continuare la costruzione della cattedrale; e poi Jack e Aliena innamorati e ciascuno impegnato a vivere pienamente la propria vita. Impossibile non provare risentimento od odiare William Hamleigh, figlio di un signorotto, crudele, ambizioso, privo di ogni scrupolo e senza alcun rispetto per la vita altrui; Waleran Bigod, arcivescovo viscido e spregevole, antagonista del priore Philip, alla ricerca della sua personale vendetta. Personaggi buoni e personaggi cattivi che si incontrano e si scontrano così come bene e male si intrecciano nel crogiolo di avvenimenti che compongono la vita di intere generazioni.
Oggi voglio dedicare il mio scritto alla mia più cara amica M. L'ho conosciuta che aveva appena 5 mesi ed io 5 anni. Lei seduta sul passeggino vicino al fuoco che acoltava attentamente la storia di Cappuccetto Rosso che le raccontavo. Lei che, bambina , ammirava me adolescente e a tutti i costi voleva l'abito, o le scarpe, o la pettinatura come la mia. Lei che mi dice : Tu puoi indossare un sacco di iuta e fai sempre la tua bella figura! Ora si trova in ospedale la mia amica : reparto psichiatria. In questi ultimi quattro anni ha avuto dei momenti veramente terribili. Sposata con un uomo di un certo spessore politico, due figli adolescenti, ha perso la mamma all'età di16 anni. Quando incontrò il suo grande amore ripose in lui tutta la sua fiducia e la sua stima. Innalzò un altare per lui, per adorarlo. E lui? Man mano che cresceva il suo potere , aumentava la sua voglia di tradire. Lei non ha mai sospettato nulla nemmeno quando le ha attaccato diverse malattie a trasmissione sessuale, ha sempre giustificato il tutto. Ma la politica come si sa è cosa sporca. C'è l'invidia, la prevaricaziona, la corsa al potere, la poltrona da mantenere. Arrivano delle lettere anonime ......
Sentimento sublime è l'amicizia.
Come l'amore...più dell'amore...
Dà senza nulla chiedere.
Amicizia è ascoltare
chi ha bisogno di parlare.
Amicizia è silenzio carico d'amore
per chi ha bisogno di sognare.
Mi sento sola.
Ho bisogno di urlare!
Dov'è l'amico che mi può ascoltare?
Soffro.
Ho bisogno di piangere.
Dov'è l'amico che mi può confortare?
Voglio vivere.
Ho bisogno di ridere.
Dov'è l'amico che con me
le emozioni vuole dividere?
Dolce amico dal sorriso candido e sincero, che gioia averti incontrato.
Sei un uomo eppure neanche un bimbo ha l'animo puro come il tuo.
Me lo dicono i tuoi occhi che, come uno specchio,lasciano intravedere la gioia e la tua serenità interiore solcata da turbinii di emozioni.
Amico, lo dicono le tue mani chi sei. Le tue mani che toccano senza malizia, che comunicano conforto e calore per esorcizzare le paure.
mai uomo mi ha toccata senza farmi arrosiire.
Eppure le tue mani non hanno fatto altro che consolarmi, hanno alleviato le pene che squassavano la mia anima.
Amico, lo dicono le tue parole chi sei, crude parole dolci che hanno fatto spalancare i miei occhi umidi di pianto, per riflettere.
Amico,anche tu sei fragile non lasciarti spezzare: non vuoi prendere nulla, vuoi solo dare.
Amico, vorrei che la vita fosse generosa con te, vorrei inventerti mondi incantati, ma... non posso fare nulla.
E se dovessi inventarmi un amico lo inventerei come te. Come sei.
Non nascondere il segreto del tuo cuore, amico mio! Dillo a me, solo a me, in confidenza. Tu che sorridi così gentilmente, dimmelo piano, il mio cuore lo ascolterà, non le mie orecchie. La notte è profonda, la casa silenziosa, i nidi degli uccelli tacciono nel sonno. Rivelami tra le lacrime esitanti, tra sorrisi tremanti, tra dolore e dolce vergogna, il segreto del tuo cuore.
Nasce a Chiaravalle (AN) il 31 agosto 1870 ma pochi anni dopo si trasferisce, con tutta la famiglia, a Roma, divenuta da poco capitale.
Si iscrive alla Facoltà di Medicina che la porterà a diventare una delle prime donne a laurearsi in medicina (nel 1896) dopo l'unità d'Italia.
Si dedica al recupero dei bambini con problemi psichici, da lei definiti anormali.
Contribuisce con il suo impegno all'emancipazione femminile
Sostiene che il metodo applicato su persone subnormali ha effetti stimolanti anche applicato all'educazione di bambini normali.
Il metodo della pedagogia scientifica, è il volume scritto e pubblicato nel1909. Il testo viene tradotto e accolto in tutto il mondo con grande entusiasmo.
Apre la prima Casa dei Bambini, in cui applica una nuova concezione di scuola d'infanzia
Maria Montessori muore il 6 maggio 1952 nella città di Noordwijk in Olanda.
Pensiero pedagogico- Il metodo montessoriano parte dallo studio dei bambini con problemi psichici, espandendosi allo studio dell'educazione per tutti i bambini. La Montessori stessa sosteneva che il metodo applicato su persone subnormali aveva effetti stimolanti anche se applicato all'educazione di bambini normali. Il suo pensiero identifica il bambino come essere completo, capace di sviluppare energie creative e possessore di disposizioni morali (come l'amore), che l'adulto ha ormai compresso dentro di sé ....(continua) .....
...6 minuti alla mezzanotte. Preparo i calici di cristallo per brindare il nuovo anno che sta affacciandosi. Siamo io, mio marito e i miei genitori ultra 80enni, vogliamo augurarci un sereno 2010. Il conto alla rovescia è iniziato, mio marito si appresta a stappare la bottiglia di "champagne" italiano, lo preferisco. Usciamo in giardino. Il mio paese ha quattro piazzette,una per ogni rione, e da ognuna iniziano i primi botti di saluto all'anno vecchio susseguiti immediatamente da quelli più intensi e festosi per salutare il neonato 2010. Per la prima volta in 40 anni non mi faccio trovare vicina a mio marito per ricevere il primo bacio augurale dell'anno, no. Corro in soffitta per dominare meglio lo spettacolo. 10 minuti. 10 minuti col naso all'insù imbacuccata e febbricitante. Finalmente questo 2009 è finito! 10 minuti a guardare il cielo nero illuminato da una miriade di colori e rumori. 10 minuti = tutta la mia vita che trascorre velocemente nella mia mente. La mia misera e malata infanzia, le mie paure, l'amore. Tre volte ho rischiato di morire: appena nata, a 3 anni, a 8 anni. Posso dire di essere rinata per tre volte: forse c'è lo zampino di Qualcuno che mi vuole qui a tutti i costi. Mi rivedo 15 enne vestita di bianco con l'abito corto e svasato tipico degli anni '70. Capelli lunghi e biondi che avvolgono il mio viso, gli occhi luminosi, fiduciosi e innamorati del mio attuale compagno: 40 anni insieme carichi di nubi e sole; e sole e nubi e poi ancora nubi: tante. L'amore è cambiato, si è trasformato e poi......per me è ugualmente grande sotto altri aspetti, nonostante tutto . E per lui? I botti sono ora più intensi. O è il mio cuore che batte? Lacrime scivolano dolorose e lente sul mio volto. Il mio cuore è squarciato come il cielo nero. Tanti piccoli fuochi incendiano, graffiano e bruciano la mia anima. Quanta gioia e felicità vedo intorno a me! Fa bene al mio cuore ma non m'impediscono di pensare .......e piangere.....Mi viene da ricordare i fuochi di una lontana notte d'estate, tanti e tanti anni fa. Vedevo i fuochi che salivano dall'acqua e po esplodevano alti nel cielo carichi di colori e suoni meravigliosi! Anche allora il mio cuore scoppiava, ma d'amore, di gioia, di speranza di un futuro felice.
Torno al presente, sono trascorsi 10 minuti. Una vita! Miseramente scendo le scale torno nella mia famiglia, mio marito mi abbraccia e mi dice: Il 2009 è finito... Buon 2010!
La Befana è un'allegra e simpatica vecchina che indossa una gonna lunga e larga tutta ricoperta di toppe colorate, porta uno scialle sulle spalle e un fazzoletto o un cappello in testa e calza le sue famose vecchie scarpe tutte rotte. Nella notte dell'Epifania, in sella alla sua scopa volante, scende sui tetti delle case e si cala nei camini, dove ciascun bambino ha lasciato appesa la propria calza, quindi le riempie con caramelle e dolcetti di ogni tipo, mentre per i bambini meno bravi riserva anche qualche pezzetto di carbone (dolce però).
Fata, maga, strega, generosa e severa... ma chi è alla fine la Befana?.....(Continua)
Nell'antichità si credeva che nelle dodici notti dopo il Natale (e quindi dopo il solstizio invernale), fantastiche figure femminili volassero sui campi appena seminati per propiziare i raccolti futuri. Nella dodicesima notte quindi, si celebrava la morte e la rinascita della natura attraverso la figura pagana di Madre Natura. La notte del 6 gennaio, infatti, Madre Natura, stanca per aver donato tutte le sue energie durante l'anno, appariva sotto forma di una vecchina benevola, che volava per i cieli con una scopa. Oramai secca, Madre Natura era pronta ad essere bruciata come un ramo, per far sì che potesse rinascere dalle ceneri come giovane Natura. Prima di perire però, la vecchina passava a distribuire doni e dolci a tutti, in modo da piantare i semi che sarebbero nati durante l'anno successivo. Da qui l'usanza l'usanza di costruire dei fantocci di paglia che simboleggiano la Befana, destinati ad essere bruciati nella notte dell'Epifania. Le sovrapposizioni diedero origine a molte personificazioni diverse che sfociarono, nel Medioevo, nella nostra Befana.
Una leggenda popolare racconta invece che in una notte tra il 5 e il 6 gennaio, i Re Magi si erano messi in cammino per rendere omaggio al bambino Gesù. Non riuscendo a trovare la strada, bussarono alla porticina della casa di una vecchietta, la Befana. I re Magi chiesero alla Befana se poteva accompagnarli da Gesù a Betlemme . La vecchietta indicò loro la strada ma non li accompagnò perchè aveva troppo da fare. La Befana però si pentì di non aver accompagnato i Rei Magi ed allora riempì le sue grosse calze di dolci e andò a cercare i tre Re Magi senza però trovarli. Allora decise di offrire i dolci a tutti i bambini che incontrava per strada, nella speranza che uno di quelli fosse Gesù. È da quella notte che la Befana, per farsi perdonare, porta i dolcetti a tutti i bambini riempendo le calze appese nel camino.
sono una “ragazza” di una certa età e volevo dirti che l'ultima letterina che ti ho scritto è stato quando avevo 7 anni e solo oggi mi accingo a scriverne un'altra anche se a dirti la verità non mi ritengo una buona cristiana. La mia vita è trascorsa senza tanti scossoni anche se non ti nascondo di aver avuto momenti di grande sofferenza ma gli ostacoli quotidiani che ho incontrato sul mio cammino li ho superati egregiamente lottando, visto il mio carattere ottimista, spesso buttandomi dietro le spalle i dispiaceri. Ma dico io: Chi non ne ha?.......
Salve, mi chiamo Ambra, è da un pò di tempo che vado curiosando tra i blog ed ho sentito dentro di me l'esigenza impellente di costruire qualcosa di mio: perchè no un blog? Da ieri 18 dicembre, anch'io ho iniziato a far parte della schiera dei blogger e visto l'imminenza del Natale ho pensato di inviare gli auguri a tutti, ma proprio a tutti, soprattutto alle persone che non hanno la fortuna di trascorrere un Natale sereno come il nostro.
Vorrei ci si soffermasse a rilettere sul dolore degli altri e sull'amore che abbiamo racchiuso nel nostro cuore, un amore che possiamo esternare aiutando il prossimo.